Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche da consolidare

Ha chiesto alla banche di rafforzare il patrimonio con parte del capitale in eccesso rispetto ai requisiti minimi, per evitare l’incertezza che le imprese non riescano a onorare regolarmente i pagamenti, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ieri, all’esecutivo dell’Abi. Rafforzare il patrimonio delle banche usando il capitale eccedente può essere utile in una situazione straordinaria come la crisi del coronavirus, ma va considerato come un «uso eccezionale» legato alla pandemia, ha dichiarato il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, intervenendo al comitato esecutivo dell’Abi. «In certi momenti», ha sottolineato Gros-Pietro, «può essere necessario usare almeno una parte del capitale eccedente per irrobustire il capitale, però questo è un uso eccezionale. Una governance lungimirante si prefigge sempre di non avere capitale eccedente, per poter convogliare il capitale verso gli investimenti migliori. È compito della governance fare in modo che la banca sia robusta e sia in grado di affrontare gli effetti dei rischi che sono stati assunti».

Intanto, dall’Abi è arrivata la richiesta a Visco di rivedere le regole europee contenute nel calendar provisioning che prevede la svalutazione dei crediti deteriorati in tre anni. Sono norme pensate prima della pandemia che ora andrebbero riviste anche per evitare un passaggio traumatico alle norme post-Covid dopo questo periodo di flessibilità dovuto all’emergenza, ha fatto presente il presidente dell’Abi, l’associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli. Con lo scoppio della pandemia, ha sottolineato Patuelli, «importanti» sono state le decisioni della Bce sia sulle politiche monetarie, sia sulle regole bancarie: «sono state in parte accolte anche nostre proposte», ha sottolineato il presidente dell’Abi, spiegando che ora è necessario proseguire «in queste revisioni e aggiornamenti, innanzitutto evitando di confermare l’introduzione di misure, pensate prima del Covid, come le nuove tempistiche della maturazione dei deterioramenti dei prestiti bancari e conseguentemente delle svalutazioni relative». Dallo scoppio della pandemia, le banche in Italia, pur nelle complessità dell’emergenza sanitaria, hanno accentuato gli sforzi per contribuire alla resistenza dell’economia e alla ripresa dello sviluppo e dell’occupazione. L’Abi, già a fine febbraio, promosse e concordò con le associazioni d’impresa e con i sindacati una moratoria, poi ampliata dal decreto legge 17 marzo. «Gli oltre 300 miliardi delle moratorie finora deliberate dalle banche evidenziano i nostri sforzi», ha proseguito Patuelli che ha ricordato come «da subito abbiamo fatto ogni sforzo per applicare i successivi decreti legge: in particolare è proficua la collaborazione delle banche col Fondo di garanzia e la Sace».

Le banche, ha detto Visco, hanno ottenuto significativi risultati sul fronte dei crediti deteriorati ed è presumibile che a fine anno raggiungeranno i target che si erano prefissati. La pandemia ha però messo a dura l’economia reale e quindi si va verso un aumento delle sofferenze che gli intermediari dovranno fronteggiare rafforzando il patrimonio.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Quota 100 non è solo la misura pensionistica del governo Conte 1. È anche il numero di miliardi ch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dieci giorni per tener fede agli accordi del 14 luglio. Se entro il 10 ottobre non si chiuderà la p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Bce potrebbe far cadere il suo tabù più grande: consentire all’inflazione di salire temporane...

Oggi sulla stampa