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Banche commissariate, la lista si allunga

Due banche commissariate da Banca d’Italia nell’arco di pochi giorni. Sabato scorso è toccato alla Banca di credito cooperativo di Monastier e del Sile subire la messa sotto tutela da parte dell’Autorità di Vigilanza. Un provvedimento d’urgenza annunciato a ridosso dell’assemblea dei soci.
Venerdì scorso invece era stata la volta di Banca Tercas, la cassa di risparmio della provincia di Teramo finire nelle maglie dell’amministrazione straordinaria. Sarà anche una coincidenza temporale ma due messe in mora nell’arco di pochi giorni non sono certo un bel segnale.
I due istituti si vanno ad aggiungere all’elenco delle otto banche tuttora sotto procedura di amministrazione straordinaria (vedi elenco in pagina). Nel caso della piccola banca veneta, Via Nazionale ha riscontrato «gravi anomalie nell’attività creditizia e un’accesa conflittualità nella governance e nella base sociale. Tale situazione ha comportato il deterioramento dei profili tecnici della banca e un’elevata esposizione ai rischi operativi e reputazionali». Banca d’Italia ha chiamato Claudio Puerari, come commissario straordinario e per il Comitato di Sorveglianza ha indicato Maurizio Bellacosa, Daniele Pirondini e Lorenzo Pozza.
Il bilancio 2011 della Bcc di Monastier e del Sile si è chiuso con una perdita di 23,2 milioni non senza polemiche per circa 45 milioni di accantonamenti sui crediti a rischio. Anche per Tercas che ha subito ieri il downgrading di Moody’s a B3 da Baa3 con i rating sotto osservazione per un ulteriore downgrading, le motivazioni parlano di gravi irregolarità operative e di inadeguatezza degli assetti di governance e dei controlli interni della banca.
Del resto la situazione appare difficile. Nel 2011 il bilancio consolidato si è chiuso con una perdita per 9,3 milioni per effetto soprattutto delle rettifiche di valore sui crediti per 77,6 milioni. La perdita ha inciso sui ratio del gruppo bancario, che nel 2010 ha acquisito Banca Caripe, che mostrano un Tier 1, cioè il rapporto tra patrimonio di base e attività a rischio, di solo il 5,82%, sotto i requisiti imposti dalla Vigilanza.
E non è un caso che la banca teramese abbia deliberato un aumento di capitale per 60 milioni proprio a ridosso del commissariamento. Una mossa che per ora non è bastata a Bankitalia a evitare la messa sotto tutela.

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