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Banche colpite in borsa

Le forti vendite sui titoli bancari hanno zavorrato le borse europee. A Milano il Ftse Mib ha ridotto in parte le perdite, chiudendo in calo dell’1,49% a 19.930 punti. Negative anche Londra (-2,11%), Francoforte (-1,57%) e Parigi (-1,55%). A New York il Dow Jones cedeva circa un punto percentuale, mentre il Nasdaq viaggiava poco sopra la parità. A pesare sul comparto del credito, dopo la recente corsa, è stata la raccomandazione dell’Esrb, l’organo di supervisione della Bce, sullo stop ai dividendi per banche e assicurazioni fino a gennaio 2021. A livello geopolitico hanno pesato le nuove tensioni fra le Coree.

È stata una seduta intensa sull’obbligazionario, con una pioggia di emissioni. La Germania ha collocato 2,489 miliardi di euro di un Bund al 2027 con un rendimento a -0,47% e rapporto di copertura di 1,9. L’Olanda ha emesso 2,805 miliardi di Dsl al 2030 con un tasso a -0,154%. Inoltre il nuovo Bonos al 2040 della Spagna ha ricevuto richieste superiori a 78 miliardi, con un ammontare collocato pari a 12 mld, mentre il Regno Unito ha collocato 9 mld di sterline di Gilt al 2057 a fronte di una domanda superiore a 70 mld. Intanto lo spread Btp-Bund è salito di 7 punti a 179.

A piazza Affari, tra i bancari, pesanti Ubi (-5,40%) e Intesa Sanpaolo (-4,62%): ha inciso anche la notizia secondo cui gli uffici dell’Antitrust ritengono che l’ops «non sia allo stato suscettibile di essere autorizzata» (articolo a pagina 29). Lettera su Unicredit (-3,71%), Mediobanca (-3,22%), Banco Bpm (-2,92%), Bper (-1,43%), Mps (-5,08%) e B.P.Sondrio (-3,17%). Giù anche il comparto oil, con i prezzi petroliferi in discesa: Saipem -2,70%, Eni -2,98%, Tenaris -1,77%.

Contrastati gli industriali: hanno prevalso le vendite su Fiat Chrysler (-4,39%), Leonardo (-4,14%), Pirelli (-2,71%) e Buzzi Unicem (-0,68%), mentre hanno chiuso in territorio positivo Stm (+0,29%), Prysmian (+0,29%) e Ferrari (+1,15%). Hanno brillato Cnh I. (+2,16%) e Nexi (+2,53%): quest’ultima ha beneficiato del piano della task force governativa guidata da Vittorio Colao, che sostiene i pagamenti digitali. In ribasso frazionale Tim (-0,65%).

Tra le mid cap, su di giri De’ Longhi (+4,53%), che ha proseguito i guadagni di lunedì, Reply (+1,68%) e Sesa (+1,74%), mentre sono state penalizzate Sogefi (-6,89%), Ascopiave (-5,05%) e Saras (-5,40%). Andamento contrastato per Maire T. (+0,83%) e Autogrill (-4,89% a 5,84 euro): su quest’ultima Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione underperform e il prezzo obiettivo a 5 euro, dopo che il Dipartimento dei trasporti Usa ha registrato in aprile un calo del traffico autostradale del 40%.

Nei cambi, l’euro è terminato sui massimi di seduta a 1,1353 dollari.

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