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Banche, Cividale rompe il tabù della prima cambiale finanziaria

È arrivato il momento dell’atteso debutto per le cambiali finanziarie, lo strumento che il Decreto Rilancio convertito in legge lo scorso luglio ha reso disponibile anche per le banche italiane. CiviBank, che aveva appena varato un programma di emissioni fino a 600 milioni di euro nell’arco di tre anni ha infatti appena compiuto il primo passo, collocando sul mercato titoli per 25 milioni con scadenza annuale, destando quindi l’interesse per uno strumento per certi versi nuovo.

Finora le cambiali finanziarie, versione italiana dei commercial paper che la Bce include nei programmi d’acquisto (ma solo quelli di emittenti non finanziari) e accetta come collaterale per le operazioni di finanziamento, erano precluse agli istituti di credito. Il recente intervento normativo ha però sanato l’anomalia, mettendo a disposizione delle banche un canale alternativo di raccolta e al tempo stesso fornendo agli investitori un’ulteriore possibilità di impiego della liquidità a breve termine (i titoli possono avere scadenza fino a 36 mesi).

E il rendimento offerto da CiviBank è di sicuro interesse, perché i titoli zero coupon, che saranno quotati su ExtraMoT di Borsa italiana la prossima settimana, sono stati emessi a un prezzo di 99,66209 per un rendimento a scadenza pari allo 0,34% che si confronta (se pur impropriamente) con quello negativo per lo 0,435% di un BoT di pari durata. Di qui l’attenzione degli investitori, principalmente asset manager, ma anche delle stesse tesorerie bancarie a caccia di un impiego prezioso per la liquidità a breve.

L’esempio di CiviBank, che con questo strumento sarà in grado di sostituire una raccolta più costosa e meno stabile, potrebbe essere seguito da altre banche italiane. «Abbiamo raccolto manifestazioni di interesse da altri istituti di credito regionali con dimensioni simili o poco superiori», conferma Matteo Paganin, Debt Capital Market Business Director di Intesa Sanpaolo – Divisione Imi Cib che ha curato l’operazione.

Nel futuro potrebbero però scendere in campo anche i «big» del credito nazionale. La stessa Intesa Sanpaolo ha varato il primo programma di commercial paper multiprodotto realizzato da una banca italiana. Ha unvalore massimo di 30 miliardi e affianca le cambiali finanziarie di diritto italiano agli euro-commercial paper e ai certificate of deposit che già l’istituto di credito poteva emettere attraverso le sussidiarie irlandesi e lussemburghesi (e di fatto aveva già collocato per complessivi 6,76 miliardi allo scorso 30 ottobre). Le cambiali finanziarie, per le quali ci si è avvalsi dell’assistenza di Allen & Overy, rappresentano all’interno di questo piano un canale alternativo utile per diversificare la raccolta a breve termine.

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