Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banche, il cellulare apre il mercato

Con buona pace di chi diffida delle nuove tecnologie, l’uso di cellulari e tablet supererà definitivamente quello del pc per sbrigare le faccende quotidiane di casa e famiglia. Succederà secondo le previsioni di molti marchi di settori differenti e succederà anche in comparti specializzati, dai contenuti molto tecnici come quello delle banche.

Ne è solo una conferma, tra le altre, la decisione di Unicredit di declinare anche su mobile la sua nuova versione dello scoperto di conto corrente Scoperto facile, in modo da rendere «uno dei prodotti bancari più tradizionali e diffusi in Italia più istantaneo, grazie a risposte al consumatore che arrivano in pochi secondi, e più flessibile perché permette al cliente di variare e modulare da solo i plafond a disposizione, a seconda di come cambiano nel tempo le sue esigenze di liquidità», ha spiegato Remo Taricani, responsabile retail sales and marketing Italia di Unicredit, intervenuto alla trasmissione tv Marketing Media and Money su Class Cnbc (canale 507 di Sky), condotta ogni martedì alle 21 dal direttore di Class Cnbc Andrea Cabrini, insieme alla giornalista Silvia Sgaravatti.

E non meno importante come spinta a cavalcare i canali mobile per rafforzare la relazione col cliente, sempre secondo Taricani, c’è anche la possibilità di «abbattere le barriere che dividono talvolta le varie tipologie di clienti.

Per esempio, dal punto di vista dell’età anagrafica, attraverso i canali digitali mobile è possibile coinvolgere non solo i giovani ma anche gli anziani, che magari non hanno imparato a usare bene il computer ma, pur avendo saltato quel passaggio, si destreggiano su tablet e smartphone». La filosofia alla base della strategia complessiva della banca presieduta da Giuseppe Vita e guidata dall’a.d. Jean Pierre Mustier è comunque quella di non soffermarsi solo sul mobile o sui social, «difficili peraltro da evitare», a giudizio di Taricani. «Noi vogliamo puntare sulla multicanalità, offrendo la massima interoperabilità con ogni sistema avanzato di pagamento. Investiamo, in particolare, per migliorare la qualità delle piattaforme digitali. La filiale che fine fa in questa pianificazione? C’è, si vede anche in alcuni spot e si vedrà in altri», ha sottolineato il manager dell’istituto che al momento ha 3 mila filiali in Italia, 2,9 milioni di utenti online e 1,3 milioni di utenti via app mobile, oltre a 6.400 sportelli bancomat e 680 persone a supporto della sua clientela.

Tra l’altro, a proposito di smartphone, Unicredit ha di recente annunciato un accordo con Alipay, piattaforma di pagamento online e mobile, parte della società Ant financial service group, a sua volta affiliata al gruppo cinese Alibaba di Jack Ma. In concreto, gli utenti Alipay potranno pagare i propri acquisti in Italia con la stessa applicazione Alipay che usano in Cina.

La piattaforma cinese ha più di 450 milioni di utenti attivi, tra cui molti che viaggiano e scelgono l’Italia tra le prime destinazioni in Europa (e tra le prime 10 mete a livello mondiale). Il dato più evidente, con un occhio attento al made in Italy, è che «i turisti cinesi portano ormai nella Penisola un flusso di acquisti pari a 10 miliardi di euro», ha concluso Taricani.

Marco A. Capisani

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa