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Banche, cedole sotto la lente

Il comparto bancario è finito sotto la lente degli analisti di Equita sim dopo la raccomandazione della Bce sul pagamento dei dividendi. L’istituto centrale ha chiesto estrema prudenza, invitando a non distribuire o a limitare il pagamento dei dividendi fino al 30 settembre 2021, utilizzando le riserve di capitale per erogare credito e assorbire le perdite. In particolare, è stato imposto un limite pari al minore tra il 15% della somma degli utili 2019-2020 e i 20 punti base dei risk weighted asset: questo livello dovrà essere validato caso per caso dall’autorità di vigilanza. A detta degli esperti di Equita «la notizia è negativa per il settore, in quanto la raccomandazione della Bce riduce significativamente la visibilità sul dividendo a valere sui risultati del 2020 e limita significativamente la possibilità di distribuzione del capitale in eccesso, come conseguenza dell’accantonamento a riserva degli utili 2019».

Nel dettaglio, secondo i calcoli degli analisti, Intesa Sanpaolo potrà distribuire un dividendo fino a 0,04 euro per azione (rendimento 1,8%, 18% payout), corrispondente a 20 punti base sui Rwa, contro una stima di 0,14 euro (68% payout). Mediobanca (+0,18%), invece, potrà distribuire una cedola fino a 0,24 euro (rendimento 3,3%, 35% payout), corrispondente al 15% degli utili 2019-2020, contro una previsione di 0,54 euro (80% payout). Credem (-0,11%), da parte sua, potrà distribuire fino a un massimo di 0,09 euro (rendimento 2%, 23% payout), ovvero 20 punti base sui Rwa, contro una stima di 0,20 euro (49% payout).

Occhi puntati, infine, su Creval, che ora potrà remunerare gli azionisti fino a 0,24 euro per azione (rendimento 2%, 21% payout) almeno fino al 30 settembre 2021. Il business plan della banca valtellinese prevedeva il ritorno al dividendo a partire dal prossimo anno con un target di payout del 50% sugli utili 2020: indicazione che, sulla base dell’ampio capital buffer della società, il management aveva fatto intendere di voler superare. Gli esperti stimavano un payout del 60%, ovvero 0,68 euro (rendimento 5,8%), sul cui raggiungimento la raccomandazione Bce «toglie oggi visibilità». Inoltre «l’incertezza sulla remunerazione degli azionisti rafforza ulteriormente il valore dell’offerta interamente cash di Crédit Agricole Italia».

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