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Banche, cambio al vertice

Nomine, designazioni e indicazioni a norme di statuto saranno tra i temi all’ordine del giorno dell’esecutivo dell’Abi di oggi. E più di una posizione potrebbe risentire degli avvicendamenti degli ultimi mesi nel mondo bancario e degli equilibri all’interno dell’Associazione bancaria italiana. Compreso quello del presidente del comitato affari sindacali e del lavoro la cui guida era stata affidata al banchiere Alessandro Profumo, dimessosi dalla presidenza del gruppo Mps nelle scorse settimane. E quindi da sostituire.
Ci sarebbe una sostanziale convergenza sulla figura di Eliano Omar Lodesani, chief operating officer del gruppo Intesa Sanpaolo ma soprattutto tra gli artefici dell’ultimo rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari, dove ha avuto un ruolo niente affatto secondario, come spiegano diversi sindacalisti. Tra l’altro è reduce dalla firma del primo accordo integrativo siglato dopo il ccnl ed è un manager che finora è stato capace di intessere relazioni positive con tutto il fronte sindacale, compresi gli autonomi della Fabi, guidati da Lando Maria Sileoni che in vista degli avvicendamenti all’interno dell’Abi osserva: «Alessandro Profumo si è comportato con lealtà e grande senso di responsabilità, auspichiamo che avvenga lo stesso da parte del suo successore. La guida dell’associazione di Antonio Patuelli, ha ridato autorevolezza politica all’Abi». Per Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil «bene Pautelli con il quale insieme a Profumo pur dopo uno scontro siamo giunti al rinnovo del contratto nazionale, bene Omar Lodesani con il quale nel primo gruppo in Italia si è realizzato un ottimo accordo di secondo livello nel rispetto del ccnl»
Archiviata la sigla del contratto nazionale, al Casl dell’Abi spetteranno ora nuovi compiti, certamente meno pressanti rispetto a quelli dei mesi delle travagliate trattative con il sindacato per il rinnovo, ma non meno importanti. Soprattutto perché i contratti sono figli di un lungo lavoro preparatorio. E tra i lavori preparatori che aspettano il Casl ci sono i cantieri che con l’ultimo contratto le parti hanno deciso di aprire su una serie di tematiche – come la riforma degli inquadramenti – che necessitavano molto tempo per essere sviluppate. E poi c’è l’adeguamento del Foc alla legge di stabilità in materia di decontribuzione. Tutti temi che ora sono bloccati. Ma soprattutto c’è da rinnovare l’accordo sulle agibilità sindacali, ossia i permessi sindacali attribuiti sulla base della rappresentatività. I sindacati, inoltre, sanno bene che i banchieri hanno tutte le intenzioni di rimettere sul tavolo il tema della rappresentanza e la soglia del 5% che alcune piccole organizzazioni non raggiungono. Una richiesta che potrebbe riavviare le fusioni sindacali in un settore che ha ben sette sigle: Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca Uil, Ugl credito, Sinfub, Unisin.

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