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Banche bocciate, Consob convoca Moody’s

ROMA — La Consob ha convocato i rappresentanti di Moody’s in Italia. Vuole sapere come è nato l’ennesimo downgrade delle banche italiane, 26, tra cui tutte le maggiori. Vuole chiarimenti, insomma. Anche perché quel declassamento, diviso in quattro gruppi, annunciato lunedì sera al termine di una giornata buia per i mercati, ha provocato una debacle dei titoli bancari in Borsa. Piazza Affari ieri è risultato il peggior listino europeo. Colpa della crisi greca e del Pil del primo trimestre dell’anno, che si è contratto di più del previsto, ma anche della bastonata ricevuta dalle banche: Intesa Sanpaolo ha perso il 5,47% nonostante i buoni risultati dei conti del primo trimestre. UBI ha ceduto il 5,35% dopo una mattina in positivo anch’essa per buoni risultati. Monte Paschi ha perso oltre il 7%, nonostante l’accordo della Fondazione con i creditori per un allungamento delle scadenze del debito.
E se la Commissione guidata da Giuseppe Vegas cerca di chiarire i sospetti, le banche insorgono. L’iniziativa di Moody’s è una decisione «irresponsabile, incomprensibile, ingiustificabile» ha detto l’Abi che oggi, al comitato esecutivo convocato a Milano, discuterà «le azioni da adottare» per contrastare il giudizio della società di rating che ha abbassato il voto sulla solvibilità di 26 istituti di credito (ieri è intervenuto anche sulle controllate straniere di Unicredit e Intesa) tagliandolo, in alcuni casi, di ben quattro gradini. E se Unicredit e Intesa Sanpaolo si fermano ad “A3”, istituti come Montepaschi e Banco Popolare (BAA3) sono a un passo dal livello speculativo. Secondo alcuni analisti Moody’s, la cui decisione era attesa, sarebbe stata persino più clemente di quanto si temesse. Ma i mercati, come si è detto, non la pensano così. Anche perché gli effetti non mancano soprattutto se si guarda all’attività — e ai costi — del funding delle aziende di credito. In particolare ogni banca centrale nazionale è responsabile per l’aggiornamento della lista dei titoli che possono essere dati a garanzia delle operazioni dell’eurosistema e una delle caratteristiche richieste è avere un rating da parte di una delle 4 agenzie riconosciute (Moody’s, S&P, Fitch e Dominion) pari almeno a “BBB-“. E così il presidente dell’Associazione, Giuseppe Mussari ha chiesto «con forza» alla «Bce e alle autorità europee di non tener conto dei giudizi di Moody’s».
Ma non è solo il mondo bancario a protestare contro gli analisti dell’agenzia. Si è detta «completamente d’accordo» con Mussari la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: «Questi giudizi dovrebbero essere dati con più attenzione, la situazione è delicata e c’è un attacco continuo che preoccupa». E poi c’è il mondo politico con l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, che parla di una decisione «di una gravità inaudita» ed evoca «un disegno criminale», e con il segretario del Pd Pierluigi Bersani che chiede di «regolare queste benedette agenzie che si permettono di intervenire in un modo che farebbe sorridere, se non facesse piangere».

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