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Da banche e assicurazioni un appello pro-Europa

Procedere con l’«integrazione economica e sociale in Europa» per difendere «la specificità dell’industria continentale», completando anche l’unione bancaria e accelerando sull’unione dei mercati dei capitali soprattutto ora che Londra, la capitale finanziaria europea – dopo Brexit – uscirà della Ue. L’appello è dei rappresentanti delle istituzioni bancarie, finanziarie e assicurative dei sei Paesi fondatori dell’Unione europea- sulla scia della dichiarazione siglata il 25 marzo scorso dai 27 dell’Ue in occasione dei sessant’anni dei Trattati – riuniti ieri a Roma dalla Febaf dove hanno siglato una dichiarazione congiunta su «investimenti, risparmio e finanza al servizio dell’idea europea».
«Il nostro obiettivo è lavorare a una idea di Europa che si rafforzi e si consolidi, partendo dal fatto che le politiche dei piccoli passi non sono più sufficienti», ha spiegato Luigi Abete presidente Febaf. Sulla stessa scia Bernard Spitz presidente della «Federation Francaise de l’Assurance» che ha sottolineato la necessità di affrontare la sfida della Brexit: «Sono anni che lavoriamo insieme, ora che Londra non ci sarà più spetta a noi ridefinire le regole, a cominciare da quelle su Solvency II, in modo da favorire il ritorno degli investimenti in Europa»
Il lancio della dichiarazione è stato preceduto da un incontro tra Febaf e Paris europlace (l’organismo che promuove la piazza finanziaria parigina) nel quale sono stati approfonditi alcuni fronti: dal rafforzamento delle piazze finanziarie europee all’accelerazione sull’unione dei mercati dei capitali per permettere in particolare il rilancio degli investimenti fino al completamento dell’unione bancaria e alla riduzione della sovraregolamentazione in materia finanziaria.
Il manifesto delle comunità finanziarie dei sei paesi fondatori della Ue nel quale si manifesta l’impegno a lavorare insieme a istituzioni europee, governi nazionali, e autorità di regolamentazione per completare l’integrazione economica e sociale in Europa, ha ricevuto la “benedizione” di Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari europei. Gozi ieri nell’occasione dell’incontro ha rilanciato anche la necessità di rivedere il fiscal compact a cinque anni dalla sua adozione.
«Bisogna aprire il dibattito su come governiamo la Ue: serve una politica più favorevole agli investimenti». Il sottosegretario ha aggiunto anche che bisogna lavorare per creare «un’Unione sociale», mentre per quanto riguarda il settore finanziario è necessario «accelerare il negoziato per il completamento dell’Unione bancaria».

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