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Banche: aperto il web, sportelli ridotti. In Borsa stop alle vendite allo scoperto

Stretta della Consob sulle contrattazioni di Borsa, un settore cruciale per la tenuta delle imprese e dell’economia, a causa delle fortissime vendite speculative allo scoperto che hanno dimezzato le capitalizzazioni a Piazza Affari. Ieri sera l’autorità ha disposto da oggi, per tre mesi, il divieto di vendita allo scoperto per tutti i titoli e ridotto per 48 società la soglia di possesso azionario: bisognerà comunicare l’ingresso nel capitale una volta superata l’1% per le grandi società o il 3%, se si tratta di pmi. Sono provvedimenti, dice l’autorità guidata da Paolo Savona, «volti a contenere la volatilità dei mercati finanziari e a rafforzare la trasparenza delle partecipazioni nelle società italiane».

Anche il mondo del credito è in tensione, dato che le banche rientrano tra i settori tenuti aperti dal governo per non bloccare completamente l’economia. Sospendere le filiali bancarie per 15 giorni «in tutta Italia» per «contribuire in via incisiva al controllo della diffusione del Coronavirus» è la richiesta unitaria dei sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin all’Abi, con la quale pure lunedì notte è stato sottoscritto un protocollo per la protezione dei dipendenti. Il protocollo prevede la limitazione dell’attività di sportello alla sola assistenza alla clientela, mentre si farà solo nei canali remoti (bancomat, web, smartphone o al telefono) l’attività commerciale.

Questa mattina alle 10 l’Abi riunisce in video conferenza l’esecutivo e dovrebbe dare una risposta alle richieste dei sindacati, anche se per chiudere le banche serve una norma. Tuttavia i due dipendenti delle Poste morti in Veneto fanno paura. «Chiediamo quantomeno di chiudere nelle province più esposte, a Milano, Bergamo, Brescia, Piacenza e Cremona», dice Lando Sileoni, leader della Fabi.

Al summit dei banchieri parteciperà il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. E sarà l’occasione non solo per discutere della operatività delle filiali ma anche di come le banche possono contribuire a tenere in piedi il sistema economico con la concessione delle garanzie, nonché dell’apertura della Commissione Ue agli aiuti di Stato alle imprese e alle stesse banche qualora fossero in difficoltà.

Ma non è solo il fronte delle banche a chiedere più tutele. Ieri c’è stato uno sciopero spontaneo ad Amazon a Castel San Giovanni (Piacenza) dove lavorano duemila addetti, perché i picchi comportano troppi assembramenti tra le persone e soprattutto mancano le mascherine per gli addetti, lamenta Fisascat Cisl. C’è un ricorso importante a contratti interinali per l’aumento delle richieste di consegne.

Anche in Fincantieri c’è conflittualità. Gli impianti si sono fermati, i vertici hanno messo tutti in ferie obbligate. Francesca Re David, leader Fiom Cgil, rileva che il metodo sia contrario al contratto dei metalmeccanici e anche al protocollo governo-parti sociali. Nella grande distribuzione ci sono richieste di chiusure notturne e di riposi domenicali. Sono migliaia le lettere di malattie che arrivano alle aziende, che stanno compensando con l’uso dei contratti in somministrazione e con una forte diminuzione della produzione.

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