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Banche alla prova di resistenza

Si è aperta con il saluto del nuovo direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, l’undicesima edizione dei Milano Finanza Global Awards, andata in scena lunedì sera nella prestigiosa cornice dell’hotel Principe di Savoia di Milano, e che ha visto riunito il Gotha del mondo bancario e finanziario italiano, a partire dai vincitori degli ambiti riconoscimenti: il consigliere delegato e chief executive officer di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani, premiato come banchiere dell’anno; il direttore generale della Ca’ de Sass responsabile della divisione corporate & investment banking, Gaetano Miccichè, cui è stato assegnato il premio come miglior banchiere corporate dell’anno; l’amministratore delegato del gruppo Cariparma Crédit Agricole e senior country officer della banque verte in Italia, Giampiero Maioli, che ha ritirato il premio per il miglior gruppo bancario estero in Italia; l’amministratore delegato di Deutsche Bank Italia, Flavio Valeri, cui è stato attribuito il premio per la miglior investment bank estera in Italia.

Nel suo saluto introduttivo il direttore generale di Via Nazionale, collegato in videoconferenza, ha sottolineato come, alla luce di una crisi finanziaria globale, che ormai si trascina da anni, le banche e più in generale chi opera nel settore del credito devono «riguadagnarsi la fiducia e il favore della clientela, con correttezza, competenza, efficienza», ma anche con la «capacità di comunicare in modo semplice e trasparente».

E proprio le ricette per cercare di superare la crisi che tuttora attanaglia l’economia europea e in particolare quella italiana sono state al centro degli interventi dei banchieri e dei finanzieri premiati, che si sono mostrati particolarmente prudenti, pur ostentando in alcuni casi un cauto ottimismo.

D’altra parte, almeno fino ad oggi, le banche italiane si sono trovate strette tra una forte pressione sui ricavi, legata alla dinamica discendente dei tassi di interesse, una crescente difficoltà nel fare credito, da un lato per la scarsa domanda di finanziamenti per gli investimenti, dall’altro per l’incremento dei crediti deteriorati, e più in generale per una progressiva perdita di redditività. Problemi che sono stati ben sintetizzati da Cucchiani, cui è andato il premio Lombard-Guido Carli come banchiere dell’anno per aver interpretato al meglio lo spirito degli uomini che nel Rinascimento diedero inizio alla banca moderna, tra cui la capacità di sostenere le idee imprenditoriali e la capacità di finanziare la crescita dei territori. «Le sfide che il settore bancario si trova ad affrontare», ha affermato Cucchiani, «sono assai imponenti e continueranno a esserlo. Le banche sono strette in una morsa, il margine di intermediazione continua a diminuire. In compenso il costo del credito problematico cresce ad un tasso annuo superiore al 30% e quindi la redditività delle banche risente di questa situazione». «È un problema di non facile soluzione», ha osservato Cucchiani, «perché bisogna adeguare il modello di business e farlo con la necessaria gradualità anche perché non si può non sostenere l’economia reale».

Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo ha poi teso una mano alle imprese italiane: «Dobbiamo dare tutto il nostro supporto alle imprese perché ne hanno bisogno e dobbiamo aiutarle a fare un salto di qualità. Ciò vuol dire aiutarle a internazionalizzarsi, aiutarle a rafforzare la loro struttura patrimoniale e finanziaria». Un compito, quest’ultimo, fin qui assolto con grande sapienza da Miccichè, che non per nulla è stato premiato come migliore banchiere corporate. Il direttore generale di Intesa Sanpaolo, che si è detto contrario alle ipotesi di conferire i prestiti in sofferenza degli istituti di credito a una bad bank, ha riconosciuto che la situazione economica del Paese «continua a essere molto difficile e ancora complessa». Miccichè ha però ribadito l’impegno di Intesa Sanpaolo e delle banche più in generale «per far sì che il nostro sistema economico possa riprendersi». Per quanto riguarda l’Italia in particolare, secondo il direttore generale della Ca’ de Sass, «occorre agire perché si possa ritornare a consumare e a credere nel Paese». Miccichè ha poi puntato l’attenzione su un elemento di certo non marginale: quello del presunto contrasto tra le banche da una parte e le imprese e le famiglie dall’altra. «Al contrario di quanto spesso si pensa, le banche tentano di essere il più vicino possibile alla loro clientela. La prima riga del conto economico di una banca sono i ricavi da cliente. Quindi più i clienti lavorano con noi, più noi siamo felici. Le aziende però sono purtroppo in una situazione di sofferenza e quindi noi viviamo insieme a loro questa difficoltà». Sulla stessa lunghezza d’onda sembra anche essere Maioli. Durante la premiazione il ceo di Cariparma Crédit Agricole ha ribadito l’attenzione del proprio istituto ai rischi, ma ha sottolineato lo sforzo che l’istituto parmigiano sta facendo per dare «un contributo al rilancio della crescita, mettendo in circolo finanziamenti, liquidità che fortunatamente abbiamo e cercando» di dare il nostro contributo «per spingere il nostro Paese» a guardare con «più ottimismo al futuro». Ottimismo che non sembra mancare a Valeri. «Per quanto riguarda il contesto economico», ha osservato l’amministratore delegato di Deutsche Bank Italia, «con tutte le difficoltà del caso ci sono dei segnali positivi. Direi che possiamo essere moderatamente ottimisti, per come è iniziato l’anno. Speriamo che continui. Lo spread si sta assestando a livelli più bassi, la visione macro sta leggermente migliorando e la visita del premier Letta a Berlino mi sembra che abbia riscosso un grande successo».

Durante la premiazione sono state assegnate cinque categorie di premi, che hanno riconosciuto l’ampio spettro di professionalità ed eccellenze che operano nel mercato bancario e finanziario. Oltre ai premi Lombard-Guido Carli, sono stati assegnati i riconoscimenti ai Creatori di Valore, e cioè le banche che hanno realizzato le migliori performance patrimoniali e di efficienza. Per continuare con i Fondi comuni di investimento e le Sicav estere che hanno ottenuto il massimo rating di Milano Finanza e quindi il Premio Tripla A. Alle società e alle agenzie che si sono distinte nella comunicazione finanziaria e ai migliori prodotti e servizi finanziari sono invece stati assegnati il premio Leone d’Oro e l’MF Innovazione Award. Creati da MF-Milano Finanza, in collaborazione con Accenture, i premi di quest’anno hanno accolto, tra le altre, le nuove categorie di app specializzate per il trading e i nuovi strumenti di pagamento digitali. La consegna dei riconoscimenti è stata anche l’occasione per indire la tradizionale charity dinner i cui proventi saranno devoluti a favore dell’associazione Mondo X di Padre Eligio.

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