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Banche al test dell’hard Brexit

Valutare il grado di preparazione delle banche alla Brexit, assumendo uno scenario di hard Brexit tale da qualificare il Regno Unito come paese terzo. È questa la finalità sottesa alla recente indagine avviata da Banca d’Italia sugli istituti italiani e con la quale chiede di fornire, entro il prossimo 28 giugno, un riscontro in merito ad ogni possibile effetto, diretto o indiretto, potenzialmente associabile ad uno scenario di hard Brexit sull’operatività, sulla struttura organizzativa o altro profilo gestionale.Nella sua lettera l’autorità di vigilanza chiede, tra l’altro, di sapere se la banca italiana è presente, con proprie strutture (controllate o filiali) operative nel Regno Unito e, in caso positivo, di conoscere le strategie pianificate per uno scenario di hard Brexit (per esempio, richiesta di nuove autorizzazioni o licenze per poter continuare a operare nel Regno Unito). Altro tema caldo è quello relativo ai contratti, in specie derivati, eventualmente sottoscritti dalle banche italiane con controparti inglesi dando evidenza delle azioni previste per garantire la continuità contrattuale post Brexit. All’indomani dell’entrata in vigore del Gdpr, Banca d’Italia chiede poi di conoscere le strategie adottate o pianificate (per esempio, il trasferimento dei dati presso società localizzate in paesi Ue) dall’istituto bancario italiano per la gestione dei dati immagazzinati presso strutture localizzate nel Regno Unito. Attenzione massima dovrà essere data anche al funding ovvero alle modalità di approvvigionamento di denaro da parte degli istituti bancari, denaro poi utilizzato per effettuare impieghi e prestiti alla clientela italiana, privata e corporate. Banca d’Italia chiede di conoscere la quota del funding attualmente proveniente dal mercato del Regno Unito e le modifiche alla politica di funding pianificate dalla banca italiana in caso di hard Brexit.

Già nello scorso mese di gennaio, per la verità, Banca d’Italia ha dedicato attenzione alla tematica Brexit curando la pubblicazione di un quaderno nel quale vengono evidenziate le conseguenze macroeconomiche della Brexit per il Regno Unito e l’area dell’euro.

Il documento, disponibile sul sito internet dell’autorità di vigilanza italiana, valuta l’impatto macroeconomico delle politiche commerciali che potrebbero essere adottate nel Regno Unito e nell’Unione europea (Ue) a seguito della Brexit, simulando l’imposizione di dazi tra le due aree (attualmente pari a zero).

Fabrizio Vedana

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