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Banche, addio catalano

Dopo l’esito del referendum sull’indipendenza della Catalogna e l’incertezza politica in cui è precipitata l’intera Spagna, le banche che hanno i loro quartieri generali a Barcellona stanno facendo i bagagli. E, dopo i tonfi dei loro titoli in borsa subito dopo l’annuncio dell’esito della consultazione popolare, anche ieri le azioni hanno continuato a scendere.

Caixabank, primo istituto catalano e terzo in Spagna, che sul listino ha ceduto il 4,96%, ha tenuto un vertice per discutere l’ipotesi di trasferimento temporaneo della sede legale dalla Catalogna alle Isole Baleari per proteggere i clienti.

Anche Sabadell (-2,08% in borsa) ha organizzato una riunione straordinaria del cda per discutere una mossa analoga. La quinta banca iberica sposterà in pochi giorni la sede legale ad Alicante, nell’est del paese, dove si trova il cuore delle attività corporate. E questo dopo che la banca aveva rilevato nel 2011 Caja de Ahorros del Mediterraneo, una banca regionale focalizzata sul risparmio.

Intanto Standard & Poor’s ha posto il rating della Catalogna in creditwatch negativo, puntando il dito contro l’escalation del conflitto politico tra Barcellona e Madrid dopo il referendum. «Vediamo il rischio che questa escalation possa danneggiare il coordinamento e la comunicazione tra i due governi, che sono essenziali per la capacità della regione di onorare i suoi debiti in tempo e in pieno», commentano gli analisti. L’agenzia prenderà una decisione sulla raccomandazione della Catalogna nell’arco dei prossimi tre mesi.

Cresce inoltre l’attesa per la decisione odierna di Dbrs. Secondo gli analisti di Danske Bank, i mercati osserveranno attentamente il verdetto per giudicare se gli sviluppi recenti possano mettere a rischio l’attuale rating del credito iberico. La probabilità di un declassamento da parte di Dbrs è remota, ma una simile mossa avrebbe ripercussioni dirette sui Bonos spagnoli, avvertono gli esperti di Rabobank, evidenziando che il rating fornito da Dbrs è l’unico a mantenere la Spagna agli step 1 e 2 del framework dei collaterali della Bce. Un eventuale peggioramento porterebbe Madrid allo step 3, con la conseguenza che, qualora le banche fornissero titoli di debito spagnolo come collaterale per chiedere denaro in prestito dall’istituto di Francoforte, dovrebbero accettare un haircut superiore.

Nei giorni scorsi Fitch aveva evidenziato che il voto ha aumentato il rischio a breve termine del paese, con un potenziale indebolimento della fiducia degli investitori e un aumento delle tensioni sociali, anche se viene ritenuta «altamente improbabile» la secessione da parte di una delle regioni più ricche della Spagna.

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