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Banche a «rapporto» in Bce

Le maggiori banche italiane hanno risposto ieri alla chiamata della Bce, in vista dell’esame cui saranno sottoposti i 128 istituti più grandi dell’eurozona prima che la Bce ne assuma la vigilanza. L’operazione trasparenza sui bilanci, ha detto più volte il presidente Mario Draghi, servirà a far ripartire il credito e sostenere la ripresa.
Il trattamento del portafoglio dei titoli di Stato nel futuro stress test, che verrà condotto l’estate prossima dalla Bce insieme alla European Banking Authority, è stato uno dei temi principali sollevati dai banchieri, secondo un partecipante alla riunione. Per ora, la Bce si è limitata a rispondere che i parametri degli stress test non sono ancora fissati. Il vicepresidente dell’istituto di Francoforte, Vitor Constancio, che ha presieduto l’incontro in assenza di Draghi, ha ribadito che i parametri saranno noti entro fine gennaio. La questione è di particolare rilevanza per le banche italiane, che hanno in portafoglio circa 390 miliardi di euro di debito pubblico dell’Italia. Il problema era stato sollevato in un precedente incontro anche dai rappresentanti delle banche spagnole, che sono in una posizione simile. Fonti monetarie notano peraltro che, anche se cresciuto come percentuale dell’attivo totale rispetto a prima della crisi, il portafoglio di debito pubblico resta comunque di dimensioni relativamente contenute, se confrontato per esempio al caso delle banche giapponesi.
Al meeting di ieri all’Eurotower hanno preso parte i vertici dei 15 istituti maggiori, insieme ai rappresentanti delle banche di Olanda, Slovenia, Slovacchia, Portogallo, Austria e Lettonia. Le banche degli altri Paesi dell’eurozona erano state convocate in due precedenti riunioni nelle ultime due settimane. Constancio ha presentato le tre fasi della «valutazione approfondita» che si concluderà in ottobre del 2014 (esame generale del rischio, revisione della qualità dell’attivo, stress test). La prima fase dovrebbe durare fino a febbraio e comprende un altro punto che sta a cuore alle banche italiane: la valutazione che verrà fatta dell’uso della liquidità della Bce. L’altro consigliere della Bce responsabile di quest’area, Yves Mersch, ha riferito della preparazione in corso. La responsabilità operativa di questo compito è del direttore della stabilità finanziaria della Bce, Ignazio Angeloni.
Con i capi delle banche italiane, ha preso parte all’incontro anche il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che è entrato a far parte del comitato formato presso la Bce per la fase di avvio della nuova funzione di vigilanza e della valutazione approfondita delle banche dell’eurozona. Secondo fonti monetarie, Panetta potrebbe essere anche chiamato a far parte del “consiglio di vigilanza” che dovrà sovrintedere alla nuova funzione e per il quale la Bce ha appena nominato alla presidenza la francese Danièle Nouy.
La questione della valutazione del portafoglio di titoli di Stato è controversa. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, sostiene da tempo il debito emesso dai diversi Paesi dell’eurozona non possa essere tutto considerato a ugual rischio. Il consiglio di esperti dello European Systemic Risk Board, che affianca la Bce nell’identificare le vulnerabilità del sistema, ha presentato un’analisi del problema, ora all’esame del consiglio d’amministrazione, presieduto da Draghi dell’Esrb, che la sta rivedendo. È stata smentita ieri da Francoforte l’indiscrezione di stampa tedesca secondo cui Draghi stesso avrebbe bloccato l’approvazione di una proposta che andava nel senso indicato da Weidmann.

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