Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bancarotta della srl, ai sindaci spetta denunciare l’irregolarità

In caso di bancarotta fraudolenta patrimoniale, i componenti del collegio sindacale di una srl sono legittimati a denunciare al Tribunale le irregolarità di gestione degli amministratori. Lo ha stabilito la Cassazione in una sentenza (sez. V pen., n.44107 del 4/10/2018) che si inserisce in un filone precedente. La sentenza si è occupata di definire i profili di responsabilità del collegio sindacale e ha osservato che la normativa civilistica prevede a carico dei suoi componenti «obblighi di «vigilanza» relativi all’osservanza, da parte degli amministratori, «della legge e dello statuto», «nonché della corretta amministrazione»: formulazione in cui è compresa la preservazione del patrimonio sociale rispetto ai comportamenti distrattivi o dissipativi dell’organo gestorio. La Cassazione mette in rilievo che al collegio sindacale e ai suoi componenti sono attribuiti una serie di poteri funzionali all’assolvimento degli obblighi prescritti dalla legge. E la sentenza precisa che tra questi poteri rientra la legittimazione dei sindaci e del collegio sindacale a proporre la denuncia al Tribunale per le gravi irregolarità che si sospetta che gli amministratori abbiano commesso nella gestione. Secondo i giudici di legittimità il succitato potere di segnalazione è attribuito anche ai sindaci delle società a responsabilità limitata in quanto l’art. 2409 c.c. «disciplina, con carattere di generalità, i poteri del collegio sindacale».

La sentenza osserva che secondo la giurisprudenza civile «per la configurabilità dell’inosservanza del dovere di vigilanza imposto ai sindaci non è richiesta l’individuazione di specifici comportamenti che si pongano espressamente in contrasto con tale dovere, ma è sufficiente che essi non abbiano rilevato una macroscopica violazione o comunque non abbiano in alcun modo reagito di fronte ad atti di dubbia legittimità e regolarità, così da non assolvere l’incarico con diligenza, correttezza e buona fede, eventualmente anche segnalando all’assemblea le irregolarità di gestione riscontrate o denunciando i fatti al pubblico ministero (ora tribunale) per consentirgli di provvedere ai sensi dell’art. 2409 c.c., in quanto può ragionevolmente presumersi che il ricorso a siffatti rimedi, o anche solo la minaccia di farlo per l’ipotesi di mancato ravvedimento operoso degli amministratori, avrebbe potuto essere idoneo a evitare (o, quanto meno, a ridurre) le conseguenze dannose della condotta gestoria. La Cassazione precisa che è necessario tener presente che nell’ambito della responsabilità penale trova applicazione il principio di personalità e che le condotte di bancarotta, che sono quelle prese in considerazione nel caso di specie, vengono punite a titolo di dolo. La sentenza, pertanto, ritiene che per affermare la responsabilità penale del sindaco della società «non basta imputare al sindaco, e provare, comportamenti di negligenza o imperizia anche gravi, come può essere il disinteresse verso le vicende societarie (fonte indiscutibile di responsabilità civile), ma occorre la prova, che può essere data, come di regola, anche in via indiziaria, del fatto che la sua condotta abbia determinato o favorito, consapevolmente, la commissione dei fatti di bancarotta da parte dell’amministratore. Non è necessaria, a ogni modo, la prova di un preventivo accordo del sindaco con chi amministra la società in relazione alle operazioni distrattive, giacché l’inerzia è sinonimo di omissione e questa, così come può essere l’effetto di una negligenza, può anche essere animata dal dolo, in tutte le sue possibili graduazioni; ed essa al pari dell’azione, entra a pieno titolo nelle possibili modalità esecutive del reato».

Lucia Prete

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa