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Bancari, firmato il contratto «Ora serve un codice etico»

Firmato il testo definitivo del contratto nazionale dei bancari che sarà in vigore fino al 31 dicembre 2018. L’accordo tra aziende e sindacati era stato raggiunto un anno fa, ma i documenti sono stati sottoscritti ieri dall’Associazione bancaria italiana (Abi) e dai sindacati. Il contratto riguarda 300 mila lavoratori divisi tra i quadri direttivi e il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali.

Secondo l’Abi si conferma «la centralità della contrattazione nazionale e si valorizzano, con soluzioni all’avanguardia, le relazioni industriali a livello aziendale e di gruppo in una fase decisiva del riassetto complessivo del settore». Soddisfatti i sindacati: «L’intesa garantirà il mantenimento degli attuali livelli occupazionali — sostiene Lando Sileoni, segretario generale della Fabi, l’organizzazione di maggioranza dei bancari — e prevede efficaci strumenti per la gestione dei piani industriali e delle situazioni di crisi riguardanti in particolare alcune banche». Chiaro il riferimento alla situazione che ha travolto quattro banche (Etruria, Marche, CariChieti e Ferrara). In particolare l’accordo «assicura tutele sia per quei lavoratori che volontariamente decideranno di essere prepensionati sia per quelli coinvolti nelle fusioni bancarie», precisa il sindacalista riferendosi stavolta al progetto di riforma della Bcc.

Nei prossimi giorni «sarà indispensabile definire con l’Abi un codice etico che elimini le pressioni commerciali per la vendita dei prodotti finanziari – chiede Sileoni -, che tuteli la clientela e che garantisca tranquillità al lavoro quotidiano dei bancari». In merito alla richiesta delle organizzazioni sindacali di «avviare un confronto nazionale sul tema delle politiche commerciali», l’Abi risponde: «Siamo disponibili a esaminare questo tema all’interno degli organi associativi con l’obiettivo di valutare le possibili iniziative che possano riaffermare i valori etici cui si ispirano le imprese bancarie nei rapporti con il personale e la clientela, per favorire il miglior clima all’interno delle aziende».

Tornando al tema del contratto, il documento «fornisce adeguate risposte agli interessi di carattere professionale ed occupazionale dei lavoratori – precisano dall’Abi – e, nel contempo, alle esigenze di stabilità ed equilibrio delle imprese creditizie e finanziarie». L’intesa riveste particolare importanza, fa notare ancora l’Abi, se si guarda «a uno scenario di sostenibilità e di coesione sociale, tenendo conto della razionalizzazione dei processi produttivi ed organizzativi, delle strutture distributive, delle modifiche del quadro normativo, dell’evoluzione dei comportamenti della clientela e delle innovazioni tecnologiche».

Francesco Di Frischia

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