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Bancari, contratto congelato per tre mesi

Contratto dei bancari disdettato. Ma disapplicato solo dal primo di aprile. Questa la formula trovata dall’Abi per tenere il punto nella trattativa sul rinnovo del contratto della categoria. Senza nello stesso tempo negare i tempi tecnici per arrivare a un accordo. 
Se non si considerano le vacanze natalizie, tre saranno i mesi a disposizione per trovare un’intesa. L’anno scorso la categoria è tornata a scioperare per la prima volta dopo 13 anni. Ora il confronto sembra ripartito dalla casella del via. Un nuovo sciopero è in vista a fine gennaio. Con ogni probabilità il 30 anche se manca ancora la proclamazione ufficiale (devono pronunciarsi le assemblee).
Lunedì scorso Alessandro Profumo, a capo del Casl, il comitato sindacale Abi, è stato netto: «Noi lavoriamo per arrivare a concludere un contratto. Ma non lo faremo a qualsiasi prezzo e a qualsiasi costo». Certo è che dalla fine del mese, in attesa dello sciopero, i motori del confronto resteranno accesi al minimo. Dal 29 dicembre le relazioni sindacali saranno interrotte all’interno di tutti i gruppi bancari. Di conseguenza quello firmato ieri in Bper sul piano industriale sarà l’ultimo accordo dell’anno per la categoria. La parola passa alle assemblee, partite il 15 dicembre.
Nel merito il confronto registra un solo passo avanti. Ad avvicinare le parti ci pensano l’Istat e la deflazione. I prezzi non crescono e quindi le pretese dei bancari rispetto ai soldi in busta paga per il nuovo contratto si ridimensionano. Dai 175 euro chiesti all’inizio la categoria è scesa a 130. Ma le banche non vanno oltre i 53 euro lordi al mese.
Aumenti a parte, i nodi più importanti da sciogliere restano quelli legati a scatti di anzianità e voci di calcolo del tfr. L’Abi chiede con questo contratto un cambio di passo strutturale in busta paga che tenga conto «della profonda trasformazione di un settore alle prese con una grave caduta di redditività, le stringenti innovazioni normative e regolamentari europee e le evoluzioni tecnologiche e dei comportamenti dei clienti che incidono sul modo di fare banca». I sindacati sono disposti a trattare. Ma solo sul periodo del contratto.
«La nota Abi diffusa ieri parla di perdita di redditività delle banche e di nuove tecnologie che incombono. Noi rispondiamo che nelle banche ci sono manager superpagati proprio per trovare delle soluzioni organizzative e non per scaricare i problemi sulle spalle dei lavoratori», ha tagliato corto ieri il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. Mentre Massimo Masi, a capo della Uilca, sposta l’attenzione sulla questione dei giovani: «Bloccando gli scatti di anzianità e riducendo il tfr è proprio i giovani che si vanno a colpire. E teniamo conto che già oggi i nuovi assunti hanno uno stipendio più basso del 18%». Anche questo sarà un nodo da sciogliere.

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