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Banca risarcisce il notaio per i conti poco vigilati

La banca deve risarcire il notaio per aver consentito a un dipendente di quest’ultimo di operare sui libretti di deposito relativi a procedimenti esecutivi, senza verificare la volontà del professionista. C’è, però, un concorso di colpa (al 50%) del notaio che ha consentito al suo impiegato di operare per lungo tempo sui conti in via esclusiva e nel proprio interesse, senza formalizzare questa attività con una delega. La Cassazione (sentenza 22118 dell’11 settembre) accoglie in parte il ricorso del professionista, che contestava l’ammontare del risarcimento del danno, limitato dalla Corte di merito alle somme sborsate dal notaio per ripianare i conti relativi a procedure esecutive. Per la Corte distrettuale, infatti, se la banca era venuta meno al suo dovere di verificare la volontà conforme del dominus, anche quest’ultimo aveva sbagliato a dare carta bianca al suo dipendente. La Cassazione è d’accordo sul concorso di colpa, ma ritiene che la liquidazione del danno riguardi tutte le somme versate dal notaio sui libretti, a prescindere dal fatto che fossero di sua pertinenza o meno.

Patrizia Maciocchi

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