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Banca Network liquidata. Si accende il faro della Procura

Alla fine i commissari straordinari hanno gettato la spugna. Impossibile evidentemente salvare Banca Network, la controllata di Sopaf, finita in amministrazione straordinaria già nel novembre del 2011.
E così è scattata nei giorni scorsi la liquidazione coatta amministrativa come recita un comunicato pubblicato sul sito della banca. Il provvedimento porta la data del 16 luglio sotto forma di un decreto del ministero dell’Economia emanato su proposta di Bankitalia. I commissari liquidatori che opereranno sotto la supervisione di Via Nazionale si sono insediati l’altro ieri e sono Roberto Pincione e Giuseppe Santoni, mentre i componenti del comitato di sorveglianza sono Giancarla Branda, Albina Candian e Luigi Puddu. Fine corsa quindi per l’istituto nato come Banca Network a fine 2003 da Bipielle Net, un ramo della Banca popolare di Lodi di Giampiero Fioriani e passata dal 2007 sotto il controllo relativo di Sopaf che detiene il 44,7% del capitale. Tra gli altri soci figurano altri grandi investitori De Agostini (15%), lo stesso Banco popolare (19,9%) e il gruppo assicurativo britannico Aviva.
Un capolinea amaro che è però anche una boccata d’ossigeno per i correntisti e i clienti della banca che avevano visto congelati i conti e i depositi a fine maggio scorso dai commissari straordinari. Ora grazie proprio alla liquidazione coatta, i clienti saranno rimborsati entro 20 giorni dall’avvio della procedura. Dovrà però intervenire il Fondo interbancario di tutela dei depositi (vedi articolo a fianco sulle modalità tecniche dell’intervento) che può garantire somme fino a 100mila euro. Secondo indiscrezioni il fondo dovrebbe arrivare a coprire rimborsi fino a 65 milioni di euro.
Procura al lavoro
E ora la palla passa di certo alla Procura di Milano che sta esaminando la situazione di Banca network, valutando la possibilità di aprire un fascicolo sulla gestione della banca. I magistrati di Milano hanno ricevuto proprio dalla Vigilanza di Bankitalia una nota informativa sulle condizioni dell’istituto e ora stanno valutando la possibilità di aprire un fascicolo per l’ipotesi di reato di bancarotta. Da un primo esame, secondo quanto appreso, starebbero emergendo dei profili di irregolarità e di cattiva gestione. Resta sullo sfondo il fatto che Sopaf stesso è stata più che scottata dalla vicenda. Sopaf ha portato a zero già nel 2011 il valore di Banca Network che era iscritta per 15 milioni di euro.

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