Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Banca Network fa crac, fermi i conti di 30 mila clienti

MILANO — «Una banca efficiente sempre al tuo fianco»: lo slogan di Banca network investimenti (Bni), piccolo istituto nato agli inizi del 2000 dalla Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani e dal 2007 in mano ad altri soci, suona beffardo per i circa 30 mila clienti, visto che dal 31 maggio non possono più ritirare i propri depositi. La soluzione estrema di congelare, sia pure per un solo mese, «la sospensione del pagamento delle passività di qualsiasi genere» – che comunque «non comprende gli strumenti finanziari della clientela» – è stata presa dai commissari straordinari Giuseppe Bonsignore e Raffaele Lener «per fronteggiare la situazione di difficoltà della banca».
Gli errori gestionali con tanto di cause milionarie dei clienti — legate ad alcuni prodotti assicurativi e a irregolarità o presunte frodi commesse da alcuni promotori della rete — sono stati aggravati dalla crisi economica. E come raccontano fonti vicine all’istituto, nel corso dei mesi scorsi a causa dello stallo nei rapporti tra i soci le perdite hanno continuato ad aumentare erodendo il patrimonio dell’istituto sotto la soglia minima. E visto che gli azionisti — al 50% la holding Petunia suddivisa tra la Sopaf della famiglia Magnoni e il colosso inglese Aviva, il Banco Popolare con il 19%, De Agostini e di nuovo la Sopaf con il 15% ciascuno — non hanno proceduto a un aumento di capitale, è intervenuta Bankitalia inviando lo scorso novembre i commissari. Che hanno cominciato a cercare una soluzione per l’istituto contattando diversi potenziali partner, ma invano. Così si è arrivati alla decisione del 31 maggio: bancomat fermi e sportelli chiusi. E clienti infuriati per non poter recuperare i soldi.
Sfumati i contatti con Banco Popolare, con Bpm e Popolare di Vicenza per cedere la parte bancaria, ora i commissari stanno trattando con la Consultinvest sim di Modena, presieduta da Maurizio Vitolo, che è interessata però solo alla rete dei 350 promotori. La sim – nel cui consiglio siede anche Maro Sturmann, già amministratore delegato di Banca Network — a sua volta coinvolgerebbe la Cassa di risparmio di Ravenna, sua socia al 50% nella sgr Consultinvest ma senza partecipazioni nel gruppo Consultinvest: sarà presso la rete della Cassa presieduta da Antonio Patuelli e guidata da Nicola Sbrizzi che saranno appoggiati i conti dei clienti. Ma la Cassa non sarà tra gli acquirenti. Anche per questo si profilerebbe l’intervento del fondo interbancario di garanzia dei depositi.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Dopo Google, anche Facebook firma un accordo che apre la strada alla remunerazione di una parte del...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se lavori, niente assegno di invalidità. Lo dice l’Inps nel messaggio 3495 del 14 ottobre scorso...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ripensare, allungare, integrare Quota 102-104, eredi di Quota 100, per anticipare la pensione: tutt...

Oggi sulla stampa