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Banca Marche torna sul mercato con bond e Abs

Banca Marche, commissariata da quasi due anni, torna sul mercato con 2,3 miliardi di asset, tra Abs e bond. Non potendoci andare da sola, vista l’amministrazione straordinaria in corso, lo farà attraverso Fonspa, interlocutore con cui da mesi è al lavoro per trovare una via di salvezza.
L’antefatto risale all’agosto 2014, quando il Credito Fondiario aveva concesso un prestito di 2,7 miliardi all’istituto con sede a Jesi, finalizzato a rimborsare il prestito-ponte – una emergency liquidity assistance – concesso dalla Banca d’Italia; il maxi-finanziamento, scaduto il 22 aprile scorso, nel frattempo è stato saldato per 900 milioni: per la quota restante, i commissari e Fonspa hanno concordato che la banca non procederà al rimborso, ma estinguerà il debito conferendo i titoli posti a garanzia del prestito stesso. Vale a dire 300 milioni di bond Banca Marche ex quinquennale, con scadenza gennaio 2017, cedola facciale del 5,5% e quota sopra la pari, cui seguiranno 2 miliardi di autocartolarizzazioni realizzate da Banca Marche su crediti in bonis con rating in area tripla A. «In caso di vendita di tutto il nominale, pari a 2,3 miliardi – sottolinea il cfo di Banca Marche, Maurizio Bocchini, interpellato da Radiocor – una volta pagato il finanziamento da 1,8 miliardi a Fonspa, ci resterebbe una liquidità aggiuntiva di 500 milioni che si aggiungerebbe al nostro buffer di liquidità, che comunque è già importante». In sostanza, tiene a precisare il manager, si tratta di un’operazione «concordata con Fonspa e la gestione commissariale della banca» che dovrebbe consentire alla banca di tornare sul mercato con strumenti finanziari e migliorare, in tal modo, la propria posizione di liquidità.
L’operazione consentirà alla banca di chiudere la partita della restituzione dei fondi concessi in passato dalla Banca centrale. «In passato – ha spiegato ieri il dg Luciano Goffi – Banca Marche erogava molti più impieghi di quanto fosse la raccolta, e la differenza era garantita dalla Bce. In questi anni abbiamo lavorato per riequilibrare la differenza e ridurre il debito, fino ad arrivare a 1,8 miliardi; passato l’anno di durata del prestito ci siamo trovati di fronte a una scelta: o rinnovarlo per una durata temporale non compatibile quella del commissariamento (che scade il prossimo ottobre, ndr), oppure vendere gli asset in garanzia: abbiamo scelto la seconda opzione».
Fonspa, a sua volta, assegnerà a operatori terzi la cessione vera e propria dei titoli. Ieri, secondo quanto si apprende, è stato affidato a Nomura il mandato per il collocamento sul mercato del bond quinquennale, nei prossimi giorni invece si procederà a individuare i partner per la vendita degli Abs.

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