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Banca Italease, Innocenzi rinviato a giudizio

L’ex amministratore delegato del Banco Popolare e vicepresidente di Italease, Fabio Innocenzi, è stato rinviato a giudizio dal gup Maria Alfonsa Ferraro nell’ambito dell’inchiesta sui derivati dell’istituto di leasing. Il processo inzierà il 10 ottobre davanti alla terza sezione del Tribunale di Milano. Per Innocenzi, che attualmente riveste l’incarico di amministratore delegato di Ubs Italia, l’accusa è di concorso in aggiotaggio e falso in bilancio. Nello stesso filone di inchiesta di Italease, l’amministratore delegato della banca, Massimo Faenza, aveva patteggiato una pena a quattro anni. La posizione di Innocenzi era stata stralciata perché i pubblici ministeri Roberto Pellicano e Mauro Clerici ne avevano chiesto l’archiviazione, ma il gip Fabrizio D’Arcangelo aveva stabilito l’imputazione coatta sottolineando come «gli elementi di anomalia percepiti dall’Innocenzi, soggetto dotato peraltro di raffinato expertise, erano plurimi inequivoci e di agevole decifrazione, (tanto più per componenti del board di elevato livello professionale e ampiamente a conoscenza delle vicende della banca per il ruolo apicale nel medesimo rivestito)». Così, lo scorso settembre i pm avevano chiesto il rinvio a giudizio di Innocenzi.
«Prendo atto di quanto disposto dal gup che ha deciso di non disporre l’archiviazione per il mio assistito – spiega in una nota il difensore di Innocenzi, l’avvocato Nerio Diodà – e siamo certi che in giudizio emergerà in modo palese la sua totale estraneità, posizione condivisa già anche dalla procura prima dell’imputazione coatta disposta dal gip».
Nel gennaio 2008 la procura di Milano aveva ordinato cinque arresti, tra i quali anche quello di Faenza, nell’ambito del filone principale di indagine. Nelle ordinanze di custodia il gip scriveva che «la distrazione del denaro della banca era resa possibile da una irragionevole attività di collocazione e vendita» di derivati «di natura assolutamente speculativa, che generava ingentissimi flussi di cassa positivi per Banca Italease da parte di diverse banche d’affari…Più rischiosi erano i derivati venduti, più elevato l’incasso up front che se ne realizzava». Ecco perché «Italease incentivava e collocava tra i propri clienti la vendita di derivati rischiosissimi, spesso senza che detti clienti ne fossero consapevoli».

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