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Banca Ipibi si separa da Veneto Banca Piano di rilancio con obiettivo Borsa

Banca Ipibi Financial Advisory taglia il cordone ombelicale che la legava a Veneto Banca, vara il nuovo progetto di sviluppo e mette nel mirino la Borsa. Ieri l’assemblea del gruppo guidato da Antonio Marangi si è riunita sulla base della nuova compagine azionaria delineata dopo l’operazione con cui il veicolo Capital Shuttle ha acquisito da Veneto Banca il 58,5%.
Sul ponte di comando di Banca Ipibi, oltre allo stesso Marangi (che può contare sull’8,3% di Capital Shuttle) siedono adesso Banca Ifigest (6,7%), Ubi Fiduciaria in rappresentanza di alcuni soci privati (9,4%), l’imprenditore Osvaldo Bosetti attraverso Finnor (9,5%) e altri soci privati. Nel capitale farà ingresso nei prossimi mesi anche Uniqa Previdenza (Gruppo Uniqa) con il 5,3%, mentre a Veneto Banca è invece rimasto un 25% destinato però a essere alienata entro un anno: «Capital Shuttle farà valere sicuramente l’opzione call esercitabile da qui a 12 mesi», ha confermato Marangi.
Elementi di forza di Banca Ipibi – che precisa di non essere mai stata coinvolta nelle indagini su Veneto Banca – sono la focalizzazione su un modello di consulenza «fee only» (in sostanza le commissioni vengono interamente retrocesse al cliente) e l’assenza di prodotti e rete distributiva propria, caratteristiche che la rendono totalmente autonoma da gruppi bancari. «Puntiamo ad attrarre competenze di alto livello, promotori e private banker che vogliano essere protagonisti di un progetto industriale ambizioso, anche attraverso un loro coinvolgimento diretto nel capitale», ha sottolineato Marangi, prima di aggiungere che «si tratta di un piano di crescita che prevede la raccolta di capitale anche attraverso un progetto di quotazione». In attesa di raggiungere entro 4 anni Piazza Affari, Ipibi si appresta a entrare nel progetto Elite, a cambiare nome (diventerà Banca Consulia) e a rafforzare il capitale con un aumento da 10 milioni e un convertibile di pari importo.
Intanto il bilancio 2014 si è chiuso con una crescita degli asset gestiti a 2,472 miliardi (+8,2%), un incremento del 9,6% delle commissioni attive a 32,3 milioni (il 45,5% derivanti da attività di consulenza pura), ma anche un calo del margine di interesse dell’11,4% a 5,56 milioni legato alla flessione dei tassi sui prodotti di liquidità e tesoreria che ha contribuito a determinare una perdita d’esercizio di 680 mila euro.

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