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Banca Imi, utile al top

Banca Imi ha realizzato nel 2018 un utile netto consolidato di 803 milioni di euro. Si tratta, sottolinea l’istituto del gruppo Intesa Sanpaolo, del risultato più elevato di sempre. Il dato è in aumento di quasi il 20% su base annua, grazie all’andamento dei ricavi, caratterizzati da un robusto livello di interessi netti e da una costante crescita delle commissioni da clientela, per via delle importanti operazioni di finanza strutturata e di investment banking.Il margine di intermediazione è salito del 7,2% a 1,682 miliardi: alla sua formazione hanno contribuito le attività di capital markets per 1,29 miliardi e di investment banking e finanza strutturata per 392 milioni. Il cost-income è migliorato al 27,7% rispetto al precedente 29,4%. Il totale attivo di bilancio ha superato i 165 miliardi dai 148 mld del 2017. I fondi propri ai fini della vigilanza ammontavano a 4,278 miliardi (3,65 a fine settembre). L’importo tiene conto della quota di utile destinata a riserve, nella volontà di rafforzamento patrimoniale di Banca Imi. Il Total Capital Ratio si è posizionato al 14,22%.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti nel 2018», ha osservato l’a.d. Mauro Micillo. «Abbiamo realizzato il migliore risultato nella storia di Banca Imi, con un utile netto superiore agli 800 milioni di euro, in crescita di quasi il 20% rispetto al 2017. Il risultato della gestione operativa è aumentato di quasi il 10% rispetto all’esercizio precedente e il roe per il 2018 si è attestato al 21,7%. Banca Imi è stata un motore per l’intera divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo, che ha realizzato nel suo complesso un utile netto record rispetto agli esercizi precedenti pari a circa 1,8 miliardi di euro, crescendo a doppia cifra in termini di ricavi e di risultato della gestione operativa. In un contesto di mercato non facile siamo riusciti a ottenere risultati premianti sia in ambito nazionale, sia sui mercati esteri. Asse portante della nostra attività è, infatti, la presenza sui mercati internazionali, fondamentale per diversificare le fonti dei proventi operativi. La divisione oggi è presente in ben 25 paesi», ha concluso Micillo, «e conta numerose filiali e uffici di rappresentanza organizzati nei quattro hub di Londra, New York, Dubai e Hong Kong. A oggi i ricavi da clientela non domestica della divisione sono saliti a circa il 50% del totale».

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