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Banca Imi, risultato netto a 411 milioni

Migliora del 5,4% il risultato netto di Banca Imi, l’investment bank del gruppo Intesa Sanpaolo: nei primi nove mesi dell’anno ha toccato i 411 milioni, a fronte di un risultato della gestione operativa in crescita del 5,3% sul 2013 a 781 milioni. I conti sono stati approvati ieri dal board, e vedono Banca Imi confermarsi al primo posto in Italia tra i bookrunner per operazioni di mercato primario obbligazionario, grazie a un totale di 57 operazioni per un controvalore di 15,6 miliardi di euro; per quanto riguarda il margine di intermediazione – complessivamente in aumento del 5,6% a quota 1,066 miliardi – alla sua formazione hanno contribuito le aree capital markets (per 791 milioni), structured finance (177 milioni) e investment banking (98 milioni).
«I risultati sono ancora una volta più che soddisfacenti per chi vi lavora e remunerativi per tutto il gruppo», ha sottolineato in una nota Gaetano Miccichè, direttore generale Intesa Sanpaolo e amministratore delegato di Banca Imi: «Proponendosi attivamente a sostegno delle imprese italiane e internazionali, la banca conferma il ruolo di riferimento per la clientela corporate, con prodotti e servizi all’avanguardia, disegnati per rispondere al meglio alle esigenze in evoluzione delle aziende con una visione ed una presenza globale. A tal fine la Banca sta rafforzando la propria presenza nei principali mercati finanziari internazionali».
Confermato l’approccio ai presidi di rischio con accantonamenti e rettifiche a 129 milioni di euro (111 milioni al 30 settembre 2013), il totale attivo di bilancio si colloca a 141 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 137 miliardi di fine giugno, grazie alla ripresa degli investimenti in titoli nel mese di settembre; i requisiti patrimoniali della banca al 30 settembre 2014, calcolati con le nuove regole di Basilea 3, registrano un Common equity ratio e un Total capital ratio al 13,47%, «livello significativamente superiore al minimo richiesto per l’anno 2014», come fa notare la banca nella nota diffusa ieri. Per quanto riguarda il solo terzo trimestre, il margine di intermediazione si è attestato a 228,9 milioni e il risultato netto a 58,5 milioni (119,7 nello stesso trimestre dello scorso anno).
Per oggi sono attesi invece i conti della capogruppo. La banca guidata da Carlo Messina, sulla base delle stime degli analisti consultati da Bloomberg, dovrebbe chiudere il periodo luglio-settembre con un utile di oltre 331 milioni; con il semestre che si è chiuso con profitti per 720 milioni, il bilancio dei primi 9 mesi dovrebbe attestarsi a oltre il miliardo di utile. Alla vigilia dei risultati, ieri il titolo ha chiuso in rialzo dell’1,74%.

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