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Banca Imi La strategia di Micillo «Imprese, prendete il largo»

 

Al miglior bilancio di sempre, chiuso da Banca Imi al 31 dicembre scorso con un balzo del 39% dell’utile netto a 742 milioni, per Mauro Micillo «bisogna guardare senza compiacersi troppo, sapendo che da questi risultati si deve ripartire e da subito ci si deve concentrare per poterli ripetere e se possibile migliorare».

Nella stanza dell’amministratore delegato della banca d’investimento di Intesa Sanpaolo, in Piazza della Scala, campeggia una gigantografia di Luigi Spaventa. È il manifesto di un grande convegno che si tenne all’Università Bocconi pochi mesi dopo la morte dell’economista, banchiere e uomo delle istituzioni, deputato, ministro e presidente della Consob. «è stato il mio presidente quando ero amministratore delegato in Capitalia asset management. Luigi Spaventa è stato il mio punto di riferimento da “giovane bancario” e la figura che nel tempo ha forse più contribuito alla mia formazione, professionale e personale. Ancora oggi mi accorgo di dovergli molto».

La squadraClasse 1970, bresciano (è nato a Desenzano del Garda), Micillo dunque non ha intenzione di festeggiare i numeri dell’ultimo bilancio raggiunti al suo terzo anno di mandato alla guida della società oggi presieduta da Gaetano Miccichè.

Dice il manager appassionato, tra le altre cose, di vela e di mare: «Non è un vezzo — assicura — sappiamo bene come certi traguardi si raggiungano grazie alla forza del gruppo e delle persone. Alle nostre spalle c’è un marchio che è una garanzia per tutti gli imprenditori con i quali lavoriamo. E poi non va dimenticato che Banca Imi è parte della Divisione corporate con la quale si muove in modo integrato. Complessivamente, la Divisione corporate contribuisce ai ricavi consolidati di Intesa Sanpaolo per il 28% circa. Siamo 2.800 persone, 900 solo all’Imi. Siamo una fabbrica di prodotto, se si preferisce un grande centro di competenze, di grande rilevanza».

Micillo legge i dati appena approvati dai consigli tenuti nella mattinata di venerdì: oltre a Banca Imi, quello della stessa capogruppo che ha archiviato 3,1 miliardi di utile netto e confermato dividendi cash per 3 miliardi.

Nell’esercizio 2016 che ha visto Imi tra le altre cose impegnata a fianco di Urbano Cairo nell’Opas che ha portato l’editore al controllo di Rcs, il gruppo del Corriere della Sera , la banca d’investimento che si rivolge alle imprese medie e grandi ha registrato anche la progressione del margine di intermediazione salito a 1,684 miliardi, in aumento del 16,7%.

Gestione operativa«Alla formazione dei ricavi ha contribuito in modo decisivo l’area internazionale», dice Micillo. La cosiddetta area Global markets, guidata da Massimo Mocio, ha segnato ricavi per 1,159 miliardi, mente i restanti 525 sono stati prodotti dalla Corporate & strategic finance, che fa capo a Raffaello Ruggeri.

Ancora in tema di utile netto, «il dato di 742 milioni, che si pone tra l’altro in controtendenza rispetto all’andamento medio del settore, sconta tuttavia gli effetti di circa 80 milioni del pagamento dei contributi straordinari per il fondo di risoluzione e altri contributi ordinari per 35 milione. Senza questi oneri l’utile sarebbe stato pari a 800 milioni».

Nella gestione operativa, il risultato di 1,234 miliardi mostra una crescita del 24,2% e «conferma — dice ancora Micillo — l’attenzione al controllo dei costi di struttura, che sono stati pari a 450 milioni. Si segnala poi un numero di assoluto rilievo, l’indice cost/income ratio del 26,7% rispetto al precedente 31,2%». Dopo l’espansione segnata dai consuntivi trimestrali, il totale dell’attivo di bilancio scende a 150 miliardi, «un dato in linea con quello di fine 2015 e che si riflette nei risk weighted assets che passano dai 30,3 miliardi del terzo trimestre 2016 a quota 28,6 miliardi a fine anno.

Visti dal suo angolo di osservazione,gli imprenditori che hanno saputo attraversare i venti contrari della lunga crisi sono pronti al prendere il largo. Ora vogliamo offrire di più anche ai piccoli imprenditori ». Pur trattandosi di clientela della Banca dei territori, in Banca Imi è nata, per iniziativa dello stesso Micillo e di Stefano Barrese che guida la Divisione retail di Intesa, una desk per la finanza strutturata dedicata alle pmi. «Ora siamo pronti a passare alla fase due e collaborare ancora di più intensamente con i colleghi di Mediocredito, per raggiungere il maggior numero possibile di imprese piccole e medie».

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