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Banca Imi, cresce l’utile: +28% a 240 milioni «Puntiamo all’estero»

«I risultati del primo trimestre 2019 ci rendono orgogliosi del lavoro svolto e del percorso fin qui intrapreso. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che già aveva registrato performance molto incoraggianti». Così Mauro Micillo, amministratore delegato di Banca Imi, commentando i risultati del primo trimestre della banca d’investimento del gruppo Intesa Sanpaolo, che ha visto salire l’utile di quasi il 28% a 240 milioni di euro, grazie all’andamento dei ricavi, caratterizzati da un robusto livello di interessi netti e dai profitti da operazioni finanziarie. Il margine di intermediazione si è posizionato a 517 milioni di euro (+18,7%) e alla sua formazione hanno contribuito le attività di capital markets per 437 milioni di euro e di investment banking e structured finance per 80 milioni di euro. Il risultato della gestione operativa ha raggiunto quota 401 milioni (+25,8%) per effetto, appunto, dell’andamento del margine d’intermediazione a fronte di costi operativi sotto controllo (a 116 milioni, in flessione dello 0,6%), con il cost/income ratio sceso al 22,5% rispetto al precedente 26,9%. «Nonostante un trimestre caratterizzato da uno scenario non certo favorevole — prosegue Micillo che, con il presidente Gaetano Miccichè guida l’istituto — Banca Imi ha raggiunto e superato traguardi sfidanti portando a termine operazioni di finanza strutturata e di investment banking, con una significativa parte dei ricavi provenienti dalla clientela non domestica». «Vogliamo certamente continuare ad essere la banca d’investimento leader in Italia — ha proseguito il numero uno di Banca Imi — ma, al contempo, aumentare le nostre attività all’estero anche grazie allo sviluppo del progetto Originate To Share che a breve entrerà ancor più nel vivo. Con la Divisione Cib di Intesa Sanpaolo siamo già presenti in 25 Paesi nel mondo con numerose filiali e uffici di rappresentanza raggruppati nei quattro Hub di Londra, New York, Dubai e Hong Kong e puntiamo ad aumentare il nostro peso fuori dai confini nazionali».

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