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Banca Ifis mantiene l’utile nonostante l’effetto Covid

Il Covid si fa sentire, ma Banca Ifis riesce comunque a chiudere il semestre in utile: 37 milioni al netto di rettifiche e svalutazioni per 36 milioni di euro. Il calo è consistente rispetto ai 68,3 milioni di euro di utili netti del 30 giugno 2019. Inoltre quest’anno un aiuto (da circa 14 milioni netti, 24,2 lordi) è arrivato dalla plusvalenza per la vendita di un grosso immobile in Corso Venezia a Milano. Ma, nell’anno del coronavirus che ha chiuso i Tribunali e ha bloccato tutte le attività, alla fine del conto economico per Banca Ifis resta il segno più. Questo rasserena l’amministratore delegato Luciano Colombini: «In un anno come questo, con grandi accantonamenti prudenziali e un ovvio calo del business a causa del coronavirus e del lockdown, questi sono numeri che confermano la validità? della strategia e la solidità? finanziaria di Banca Ifis». Tanto che per l’intero 2020 Banca Ifis prevede utili nella forchetta compresa tra 50 e 65 milioni, a seconda di quando termineranno le moratorie sui debiti. «La forchetta è ampia perché dipende da quanto dureranno le moratorie sui prestiti previste dal Governo – spiega Colombini -. Se scadranno a settembre, prevediamo un aumento delle insolvenze in autunno: questo aumenterà le esigenze di accantonamento e dunque ridurrà l’utile previsto per l’anno in area 50-55 milioni. Altrimenti potremo arrivare a 65».

Una delle attività caratteristiche di Banca Ifis, che ha registrato un significativo calo per via del lockdown, è quella relativa alla gestione dei crediti deteriorati. È infatti diminuito, nella semestrale, il contributo delle «altre componenti del margine di interesse da variazione di cash flow» che includono appunto l’effetto economico derivante della variazione dei cash flow attesi in funzione dei maggiori o minori incassi realizzati o attesi sugli Npl rispetto alle precedenti previsioni. Tale componente passa da 62,7 milioni di euro a 14,6 milioni di euro con un decremento del 76,8%. «La variazione negativa della voce risente della chiusura dei tribunali nei mesi di marzo, aprile e maggio che ha significativamente ridotto, rispetto allo stesso periodo del 2019, l’ottenimento di precetti, pignoramenti e Oda nonché ridotto l’attività di recupero stragiudiziale door to door», si legge sulla nota. Ma su questo fronte una nota positiva emerge: i recuperi stanno tornando sui livelli pre-Covid.

Altro elemento positivo è il rafforzamento patrimoniale di banca Ifis. Il Cet1 consolidato calcolato escludendo i dividendi 2019 e prudenzialmente anche l’utile del primo semestre 2020, si è attestato all’11,58%, in rialzo di 62 punti base rispetto al 31 dicembre 2019. Anche la raccolta ha dato segnali positivi, restando stabile sia nella componente retail sia in quella istituzionale.

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