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Banca Ifis compra altri Npl per 420 milioni

Continua l’iperattività di Banca Ifis nel settore dei Non performing loans. L’istituto veneziano ha appena chiuso altri due accordi per l’acquisto di Npl per un valore nominale di circa 420 milioni di euro. Il primo accordo, concluso con una società del credito al consumo finalizzato, prevede la cessione con modalità forward flow di circa 35 milioni di euro di valore nominale di crediti unsecured automotive in diverse tranche per i prossimi 24 mesi. Si tratta di finanziamenti e leasing di tipo non garantito (senza garanzia sottostante), appartenenti al settore automotive. Il secondo accordo prevede invece la cessione in stock, da parte di Findomestic Banca, di circa 384 milioni di euro di valore nominale. Il portafoglio, ceduto nel mercato primario del credito al consumo, vanta circa 70mila posizioni e così composto: prestiti personali (55%), carte di credito (31%), prestiti auto (9%) e prestiti finalizzati (5%).
Le due operazioni seguono altre dello stesso tipo che si sono susseguite nel corso del 2016: ben dieci in totale (contando queste ultime), per un ammontare complessivo di Npl acquistati di circa 2,8 miliardi di euro. A cedere Npl sono stati Banco Popolare, Locam (che fa parte di Seer Capital Management LP), Deutsche Bank e altre società di factoring o operanti nel settore del credito al consumo domestico. Banca Ifis si conferma così una delle realtà più attive nel settore dei crediti di difficile esigibilità con particolare riferimento al segmento del credito al consumo domestico, nel quale l’istituto è specializzato.
«Dal 2012 ad oggi – ha spiegato Andrea Clamer, responsabile dell’Area Npl di Banca IFIS -, anno in cui siamo entrati in questo settore, Banca Ifis è cresciuta in maniera esponenziale. Abbiamo costruito una filiera completa la cui gestione permette di reinserire i nostri clienti in un meccanismo economico sostenibile».
La strategia di Ifis sui Non performing loans rientra nei piani di sviluppo della banca. I dati al primo semestre 2016, appena approvati, parlano di un rafforzamento della solidità patrimoniale (il Cet1 è al 15,4%) e di una qualità creditizia in continuo contenimento (78 bps). Il patrimonio netto si attesta sui 562,2 milioni di euro contro i 573,5 milioni del 31 dicembre 2015, ma la variazione in negativo è frutto soprattutto dell’utile del periodo per 39,1 milioni e della distribuzione dei dividendi relativi al 2015, per 40,3 milioni. «La crescita che ci caratterizza da diversi esercizi – ha dichiarato l’ad Giovanni Bossi – continua anche nel primo semestre di quest’anno, ad accompagnare il percorso di business. Nonostante la comparazione con il 2015, anno in cui abbiamo realizzato una plusvalenza di 124,5 milioni in seguito al riassetto del portafoglio titoli di Stato, non renda completa giustizia ai dati, chiudiamo una semestrale positiva in tutte le aree di business, con la conferma degli obiettivi che ci siamo posti».

Katy Mandurino

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