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Banca Ifis, nuovo ceo in arrivo da Ubi. Geertman sostituirà Colombini

Cambio al vertice (a sorpresa) di Banca Ifis. L’istituto ha annunciato ieri che Luciano Colombini lascerà l’incarico di amministratore delegato in occasione dell’assemblea della prossima primavera. Al suo posto sarà nominato Frederik Geertman, fino ad oggi numero due di Ubi, che entrerà a febbraio nel board in qualità di consigliere per essere poi nominato Ceo ad aprile.

L’uscita di Colombini, 65 anni, arriva a valle degli accordi presi con il socio di controllo della banca La Scogliera della famiglia Fürstenberg. Di fatto la separazione è dunque consensuale, come dimostra il fatto che il manager rimarrà fino alla prossima primavera nel Cda della banca, e fino ad aprile 2022 in alcune controllate in cui a oggi ricopre un ruolo. «Ad aprile riterrò concluso positivamente il mio mandato – dice Colombini in una nota dell’istituto -. Sarò felice di poter continuare a contribuire allo sviluppo della banca come componente del Consiglio di Amministrazione delle controllate del Gruppo, mettendo a disposizione della società la mia esperienza e le mie competenze».

D’altra parte il suo passo indietro non si può definire previsto: il manager è stato nominato ad aprile 2019, a valle dello strappo tra Fürstenberg e l’ex ceo Giovanni Bossi, e il suo mandato triennale sarebbe scaduto nella primavera del 2022.

Ad accelerare l’uscita di Colombini è stata forse la necessità, ravvisata dalla banca, di imprimere una profonda trasformazione sul fronte digitale e tecnologico, necessità divenuta ancor più urgente dopo lo scoppio della pandemia. Le competenze necessarie sono state subito identificate in Frederik Geertman, 50 anni, banchiere stimato sul mercato, con una formazione da ingegnere chimico presso la Delft University of Technology in Olanda, e un Mba ad Insead, a Fontainebleau in Francia. Dal 2016 Geertman era vice direttore generale e Chief Commercial Officer di Ubi Banca, dove di fatto ha rivestito il ruolo di numero due nelle gerarchie dell’istituto guidato da Victor Massiah. Nel suo incarico Geertman ha avuto in mano le leve dei ricavi dell’ex popolare finita poi sotto Opa Intesa, dove «coordinava le operazioni di rilancio economico e industriale di rilevanza nazionale», come si legge in una nota diffusa ieri da Ifis.

In precedenza Geertman ha trascorso quasi dieci anni in UniCredit, dove è stato anche a capo del Global Marketing and Segment Management per diversi Paesi europei e responsabile della rete italiana di filiali per le Famiglie e le Pmi. Ha iniziato la propria attività lavorativa presso McKinsey, prima in Olanda e poi in Italia. Nel corso della propria carriera, Geertman ha guidato la digitalizzazione dei rapporti con la clientela in un’ottica omnicanale, «incrementando al contempo la produttività commerciale delle società in cui ha operato attraverso il ridisegno dell’organizzazione e dei processi commerciali».

Ora per lui si prospetta la sfida da Ceo di Banca Ifis, banca specializzata in crediti deteriorati e servizi alle imprese. E il primo banco di prova, manco a dirlo, è rappresentato dal rilancio del business impattato dalla pandemia. Possibile che già a partire da febbraio, e poi formalmente dopo l’incarico di aprile, il manager inizi a mettere mano al nuovo piano industriale, compatibilmente con gli sviluppi della pandemia. Presentato da Colombini a gennaio 2020, in brevissimo tempo il piano è stato archiviato, complice proprio la diffusione del virus Covid-19.

Sebastien Egon Fürstenberg, presidente di Banca Ifis, oltre a ringraziare Colombini per il lavoro svolto, in una nota ha salutato la nomina di Geertman evidenziando «la capacità di anticipare le nuove tendenze e le esigenze del mercato insite nel Dna» della banca.

Nelle prossime settimane, saranno definiti gli accordi economici per la cessazione anticipata di Colombini, nonché i termini e le condizioni per l’ingresso di Frederik Geertman.

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