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Banca Ifis acquista crediti per 900 milioni

Banca Ifis compie un altro passo in avanti significativo sul mercato dei crediti deteriorati . Ieri il gruppo di Mestre ha infatti annunciato l’acquisto di non performing loans (Npl) per un valore complessivo nominale che sfiora i 900 milioni di euro, frutto di tre distinte operazioni, la più importante delle quali coinvolge anche Monte dei Paschi. 
Banca Ifis, che si prepara a chiudere un trimestre particolarmente brillante sotto l’aspetto del bilancio anche grazie alle plusvalenze realizzate in aprile con la vendita parziale dei titoli di Stato in portafoglio, prevede di chiudere da qui a fine anno operazioni simili per ulteriori 1-1,5 miliardi di euro.
Banca Ifis ha acquisito da Mps un portafoglio del valore nominale di 1,3 miliardi (corrispondenti a circa 135mila posizioni originate dalla ex Consum.it), operando in tandem con una società affiliata a Cerberus Capital Management, uno dei principali nomi nelprivate investment a livello mondiale, per quella che fino a questo momento è la più rilevante operazione del genere dell’anno in Italia.

Le altre due acquisizioni di ieri riguardano invece un portafoglio domestico di crediti al consumo del valore nominale di circa 200 milioni, ceduto da una banca estera che non ha voluto rivelare il proprio nome, e un pacchetto rilevato da Banca Sella del valore nominale di 33 milioni. Quest’ultimo è costituito da scoperti di conto corrente e finanziamenti chirografari, posizioni che permettono a Banca Ifis di entrare nel mercato dei crediti non performing unsecured originati da istituti bancari.
Grazie alle operazioni annunciate ieri, il portafoglio di Ifis ha raggiunto quota 908mila posizioni per un valore complessivo di 6,8 miliardi, ma la banca non intende fermarsi qui. «Valuteremo potenziali portafogli per 5 miliardi da qui a fine anno sui quali faremo scelte compatibili con il nostro interesse, ma contiamo di raggiungere il traguardo del milione di posizioni e di portare così il valore nominale totale in nostro possesso oltre gli 8 miliardi», ha spiegato l’amministratore delegato, Giovanni Bossi, che non esclude neanche un ingresso di Ifis nel settore dei prestiti corporate e in quello dei crediti garantiti da immobili: «Ci stiamo guardando attorno – ha aggiunto Bossi – perché la nostra leadership sul mercato unsecured dei crediti di clienti privati ci spinge anche al confronto con segmenti con asset di qualità differente».
Il mercato degli Npl, ancora poco sviluppato in Italia rispetto ad altri Paesi europei, sta mostrando segni di risveglio: nel primo trimestre del 2015 gli affari compiuti sono stati pari a 5,5 miliardi di euro contro i 7,5 miliardi dell’intero anno precedente. «I deal sul nostro tavolo stanno aumentando e vi sono sempre più compratori alla ricerca di rendimento in uno scenario di tassi a zero disposti a pagare prezzi più elevati per pacchetti di i crediti deteriorati», ha confermato Bossi, che vede però un restringimento ancora parziale della forchetta di prezzo fra domanda e offerta.
Bossi è invece particolarmente fiducioso sui conti del secondo trimestre di Ifis: «Ci presenteremo al mercato – ha anticipato – con dati importanti grazie alle plusvalenze per 120 milioni realizzate con la cessione di gran parte dei titoli di Stato, ma cresciamo in tutte le aree di business, sarà un trimestre di svolta». La banca conserva ancora bond italiani per un valore di 3,7 miliardi, quasi tutti indicizzati (CcT e BTp Italia) e con una scadenza media di poco superiore ai due anni.

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