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Banca Ifis accelera nel trimestre In progresso margini e profitti

Continuano a crescere i profitti di Banca Ifis. Nel primo trimestre del 2015 il gruppo controllato dalla famiglia von Fürstenberg ha infatti realizzato un utile netto pari a 26,2 milioni, in rialzo del 6,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato ottenuto essenzialmente grazie alla crescita del margine di intermediazione (+2,6% a 71,2 milioni) e alla contemporanea riduzione delle rettifiche di valore (6,1 milioni anziché 8,4 milioni) legate ai crediti deteriorati , che a sua volta si è tradotta in un sensibile miglioramento del costo del rischio di credito (119 punti base dai 145 di fine 2014).
«Siamo particolarmente soddisfatti, anche perché questi risultati sono stati realizzati nel trimestre generalmente meno brillante per stagionalità», ha spiegato a Il Sole 24 Ore l’Ad Giovanni Bossi, rinnovando l’impegno del gruppo a porre sempre maggior enfasi sulle entrate da attività «core» (settore crediti commerciali, 55,3% del totale, e distressed retail loans, cioè crediti al consumo deteriorati, al 10,4%) a scapito di quelle realizzate attraverso il portafoglio titoli, la cui marginalità è in continua discesa (25,5 milioni di euro rispetto ai 29,1 milioni del primo trimestre 2014).
Su quest’ultimo fronte, Banca Ifis ha in parte corretto la strategia attraverso un’operazione di riassetto del portafoglio titoli di Stato, che andrà però a incidere sui conti del trimestre attuale incrementandone l’utile di circa 120 milioni. «In sostanza – ha spiegato Bossi – abbiamo venduto obbligazioni per un valore nominale pari a 2,12 miliardi di euro con scadenza compresa fra il 2017 e il 2018 per acquistarne altre della stessa tipologia e dello stesso valore che matureranno fra il 2019 e il 2020: sulle prime abbiamo realizzato plusvalenze che saranno registrate nel conto economico del secondo trimestre».
Per effetto dell’operazione il portafoglio titoli di Ifis, costituito prevalentemente da strumenti a tasso variabile o a cedola indicizzata all’inflazione, resterà quindi praticamente invariato in termini dimensionali (poco più di 5 miliardi di euro) ma avrà una scadenza media più lunga. Intanto il patrimonio netto consolidato della banca è cresciuto del 30,6% a 571,9 milioni anche per effetto della riclassificazione del portafoglio titoli in questione da attività detenute fino alla scadenza ad attività disponibili per la vendita e al conseguente incremento della riserva da valutazione titoli.

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