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«Banca Generali non tratta per Fineco»

Sono settimane che si parla con insistenza di un possibile interessamento di Banca Generali all’acquisizione di Fineco, la banca online del gruppo UniCredit. Al momento, però, questo interesse non c’è. Lo ha lasciato intendere chiaramente il direttore generale di Banca Generali Gian Maria Mossa.
Dottor Mossa, il dossier Fineco è sul vostro tavolo? Ci sono trattative in corso?
Le posso dire che non c’è alcun dossier sul nostro tavolo.
Il vostro titolo è sotto pressione…
Il mercato probabilmente sconta l’eventualità che possiamo comprare qualcosa a caro prezzo. Non è così. Non abbiamo dato mandato formale ad alcuna investment bank. Noi siamo sempre disponibili a operazioni straordinarie, ma ci deve essere il giusto business, al giusto prezzo e al di là dei vari rumors, ribadisco che oggi non c’è alcuna operazione straordinaria dietro l’angolo.
Intanto la raccolta continua a crescere. Anche settembre è stato positivo e la maggior parte della quale è confluita nei cosiddetti prodotti contenitore come le gestioni e le polizze multiramo. Perché ?
Alla raccolta ordinaria affianchiamo molto l’attività di servizi evoluti: è sempre più frequente l’accompagnamento del cliente in operazioni legate al real estate e al passaggio generazionale. Direi che abbiamo alzato asticella su una clientela di elevato standing, infatti stiamo accelerando molto sul rafforzamento dei servizi fiduciari e di wealth management.
Cosa vi chiedono i clienti?
Protezione e per raggiungerla ci vuole un buon livello di diversificazione, difficilmente ottenibile attraverso l’acquisto di singoli fondi. Il contenitore permette invece di conseguire un efficiente grado di ottimizzazione fiscale e operativa. Abbiamo piattaforme che combinano nel miglior modo investimenti finanziari o assicurativi, liquidi, illiquidi o alternativi che trovano più corrispondenza nelle gestioni più che nei singoli prodotti.
Parlando di mercato, come valuta la politica della Bce?
Quanto fatto è stato necessario e utile. Purtroppo, però, gli effetti collaterali da un’azione troppo prolungata rischiano di prevalere sui benefici: tassi negativi a lungo termine penalizzano il sistema bancario e quello assicurativo. Non solo. In un paese che ha sempre vissuto nel concetto di reddito da investimento, i tassi negativi hanno effetti contrari sui consumi. Su un’economia come la nostra, alla lunga dunque, i vantaggi di queste azioni rischiano di tradursi più in maggiore propensione al risparmio piuttosto che al consumo o all’investimento.
A propositi di investimento, il referendum è un altro capitolo che può condizionarne la dinamica. Come vi state comportando?
Abbiamo visto di recente come questi appuntamenti, Brexit docet, abbiano impatti rilevanti. Credo sia dunque importante sensibilizzare l’opinione pubblica alla responsabilità del voto. In questo contesto il nostro approccio resta prudente, così da essere al riparo da nuovi eventuali picchi di volatilità, in caso di crescente incertezza.

Isabella Della Valle

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