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Banca Generali, la raccolta vola a 3,3 miliardi

Banca Generali chiude il terzo trimestre del 2014 con un utile netto vicino a 44 milioni, in crescita del 31% rispetto allo stesso periodo del 2013. Grazie a una raccolta netta da inizio anno pari a 3,3 miliardi, il margine d’intermediazione (101,3 milioni) è aumentato del 26,2%, sulla spinta delle commissioni nette salite del 46% a 68 milioni. Positivo anche il contributo delle attività legate ai mercati finanziari. Cresce del 38% raggiungendo i 60,5 milioni l’Ebitda, con una marginalità del 60% (era del 55% nel corrispondente periodo del 2013). C’è stata poi un ulteriore riduzione del cost/income ratio al 40,3% (era 45,4% nel 2013), confermandosi su livelli distintivi per il settore. Le masse totali a fine settembre raggiungono la soglia dei 33,6 miliardi con un progresso del 19% rispetto al 2013. Un risultato, questo, dovuto sia all’attività di espansione della rete che non ha rallentato neppure nei mesi estivi sia per un’ottimale allocazione delle masse su prodotti ad alta remunerazione. «Abbiamo incrementato di 3 miliardi l’attività sul risparmio gestito – ha spiegato l’ad Piermario Motta – di cui 1,5 miliardi in una polizza unit linked (BG Stile Libero) molto innovativa con oltre 100 fondi sottostanti, coperture assicurative, la possibilità del decumulo. Insomma, un prodotto flessibile che incontra le esigenze di molti investitori». Il mese di ottobre si è confermato al passo dei mesi precedenti con una raccolta pari a 243 milioni. BG prosegue anche sulla via delle acquisizioni. Dal primo novembre è operativa l’integrazione con il ramo d’azienda acquisito di Credit Suisse Italy relativo alle attività di private banking affluent e upper affluent. «L’operazione rappresenta un perfetto completamento per Banca Generali – ha aggiunto Motta – perché ne rafforza ulteriormente il posizionamento nel segmento private. Un obiettivo che ci siamo posti già da qualche anno e che ci ha visti acquisire prima Bsi, poi Banca del Gottardo ed ora questo ramo d’azienda. E non escludiamo di procedere in questa direzione, a patto però che si tratti di operazioni che abbiano un senso industriale, siano finanziariamente sostenibili e in linea al nostro modello di business». Al ramo acquisito fanno capo 51 private banker, a cui sono da ricondurre masse complessive pari a 1,9 miliardi. Il costo finale dell’operazione è stato di 45 milioni. Se il 2014 si avvia a superare i 3 miliardi di raccolta, per il 2015 l’obiettivo è di 2 miliardi. «Abbiamo avuto una produttività procapite di 3 volte il sistema – conclude Motta – per il futuro ci accontentiamo di averne una di 2 volte. È sempre molto».

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