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Banca Etruria e quelle sedute di forti scambi a Piazza Affari

È un modo facile per guadagnare (e molto) in pochi giorni e quasi senza rischio. Se sai che arriverà una notizia che farà salire un titolo o un settore, ti posizioni su quel titolo, per tempo, approfitti del balzo atteso e poi vendi subito dopo a chi si accoderà (spesso piccoli azionisti) al rally, portando a casa laute plusvalenze . Tutto regolare, fa parte del gioco di Borsa. A meno che non si approfitti di informazioni privilegiate che solo tu possiedi, allora ci sono gli estremi del reato. Ed è quello che dovrà appurare la Consob sui rialzi boom delle Popolari, Banca Etruria in testa, occorsi in occasione del decreto di trasformazione in Spa e su cui la Vigilanza dei mercato ha aperto un’inchiesta. Dovrà passare al setaccio gli ordini, vedere se sono transitati pacchetti di titoli prima dell’operazione e chi e come ha eventualmente speculato in modo illegale sul titolo della banca aretina. Il rialzo è stato corale delle Popolari, ma l’Etruria ha colpito per l’intensità del balzo. Tre volte l’incremento di prezzo, rispetto alla media dei rialzi del settore nella settimana post-decreto. Se c’è stata qualche anomalia starà ora agli sceriffi della Consob appurarlo. Certo è che se c’è stata qualche operazione precedente alla notizia della riforma, questa è stata ben occultata e condotta da mani esperte. A scorrere i volumi di negoziazione sull’Etruria non c’è traccia di movimenti anomali fino al venerdì precedente al decreto. L’Etruria scambia venerdì 16 gennaio solo 325mila pezzi in linea con la media delle settimane precedenti. Il vero balzo scatta, insieme alle altre Popolari, solo lunedì 19 gennaio a decreto noto. In quella seduta girano 5,7 milioni di azioni, poi il crescendo. In 5 sedute girano oltre 65 milioni di titoli, di fatto cambia di mano oltre un terzo delle azioni con quel +65% di apprezzamento in una settimana. Se c’è stata speculazione è stata ben orchestrata: di fatto nulla si muove sul titolo prima che il decreto sia noto a tutti. Ci si chiede però e se lo chiederà la Consob se c’è stata qualche accumulazione di pacchetti fuori borsa prima dell’operazione, per giustificare tale ampiezza di movimenti per un titolo posseduto per lo più da una grande quantità di piccoli soci che non avevano tempo e modo di muoversi all’unisono. A guardare i volumi sul medio termine si scopre che volumi intensi ci sono stati non solo in quest’occasione. L’Etruria aveva visto volumi elevatissimi in tutto il susseguirsi di notizie sull’offerta poi rifiutata della Vicenza e quando deliberò ad agosto la trasformazione in Spa. Volumi anche più elevati dell’ultimo balzo e su cui la Consob andrà ad indagare.

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