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In banca documenti meno cari

Stop al caro copia degli estratti conto e dei documenti bancari. Va bene anche un costo forfettario, da calcolarsi però non a singolo foglio stampato, ma a documento. E le banche non possono condizionare la consegna delle copie all’avvenuto incasso. Prima si danno le copie e poi si recuperano i costi. L’Arbitro bancario e finanziario (Abf) di Milano, con la decisione n. 2609 del 10 marzo 2017, solo ora resa nota, ha azzerato la richiesta di una delle prime banche italiane di avere 960 euro per 96 fogli. La banca in questione ha fissato un forfait di 10 euro, ma l’Abf ha spiegato che si pagano 10 euro a documento e non a foglio, oltre le spese vive di spedizione.

Una mano per arrivare a questa soluzione l’ha data il Garante della privacy che ha fissato un tetto di 20 euro per il rimborso delle spese nel caso analogo di ricerca e riproduzione in caso di richiesta di accesso ai dati personali. La questione affrontata dal collegio arbitrale milanese tocca tutti i correntisti e gli eredi e i legali rappresentanti degli intestatari di conto, quando si trovano nella necessità di ottenere copie di contratti, estratti conto, contabili di operazioni ecc. (alcune grosse banche scrivono nei fogli informativi il costo di 10 euro per documento). Si applica l’art. 119 del Tub, che, da un lato, stabilisce il diritto del cliente, come dell’erede o del successore di ottenere al massimo entro 90 giorni copia dei documenti degli ultimi dieci anni, mentre, dall’altro lato, restringe ai soli costi di produzione della documentazione la spesa che può essere caricata al richiedente. Si apre a questo punto la verifica dei costi che possono essere addossati al cliente. Un parametro può essere rappresentato da quanto deciso dal Garante privacy con il provvedimento dedicato al contributo spese relativo all’esercizio dei diritti di accesso dell’interessato (deliberazione 23/12/2004, n. 14). Il Garante ha ritenuto congruo l’importo massimo omnicomprensivo di 20 euro. Nel caso deciso dall’Abf di Milano ci si è chiesto che cosa vuol dire «documento» e se il pagamento è condizione per avere le informazioni. Al primo quesito il collegio arbitrale ha risposto che il singolo foglio non è un «documento». Non si può applicare, dunque, il costo forfetizzato al singolo foglio, ma si deve applicare all’intero documento, anche se contiene più fogli. La decisione milanese specifica che cosa comprende il costo di produzione della copia, dettagliando tre componenti: rintraccio della documentazione, riproduzione del documento e invio del documento. Tali costi devono valutarsi caso per caso, ma non è escluso per ragioni organizzative stabilire un costo forfettario. Tale costo però può solo riferirsi al documento complessivo e non alle singole pagine, eventualmente aumentato dalle spese vive di spedizione, a meno che l’interessato non vada in filiale a ritirare il plico. Esemplificando è da considerarsi unico documento il contratto di conto corrente o l’estratto conto completo. La pronuncia, sul punto della spesa standardizzata, prende le distanze da un precedente, sempre favorevole al correntista, ma contrario alla previsione forfettaria dei costi di produzione delle copie (Abf collegio di Roma, decisione n. 15/2015). Quanto all’obbligo di consegna l’Abf di Milano fa prevalere l’interesse del correntista: i documenti devono essere prima forniti dalla banca e, poi, si mette in conto o si chiede il versamento della somma.

Antonio Ciccia Messina

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