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Banca dati best practice

Da luglio scorso è online la banca dati degli uffici giudiziari che partecipano al progetto transnazionale interregionale Diffusione Best Practices. Con oltre 700 progetti censiti, il servizio contiene l’elenco degli uffici giudiziari che hanno aderito al progetto e, per ogni ufficio, l’insieme dei progetti operativi realizzati o in corso di realizzazione.

Entra così nella seconda fase, quello che può definirsi un progetto nel progetto visto che si tratta di «Miglioramento delle Performance della Giustizia» a supporto delle regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia nella realizzazione del Progetto interregionale/transnazionale di «Diffusione di best practices presso gli uffici giudiziari italiani». Attivato nel 2011 dal Dipartimento della Funzione Pubblica in partnership con il Ministero della Giustizia e il comitato di pilotaggio delle regioni, il progetto MPG ha l’obiettivo di aiutare le amministrazioni regionali obiettivo convergenza e gli uffici giudiziari nelle attività di monitoraggio e valutazione dei risultati del progetto interregionale/transnazionale di «Diffusione di best practices presso gli uffici giudiziari italiani. La prima fase di attività ha riguardato la messa a punto di strumenti di analisi e valutazione delle esperienze realizzate per costruire sia la banca dati delle esperienze di cambiamento realizzate presso gli uffici giudiziari italiani che il primo Rapporto di monitoraggio sull’avanzamento del progetto interregionale/transnazionale «Diffusione di Best Practices negli Uffici giudiziari italiani».

Tutto questo per arrivare ad attività di comparazione fra esperienze diverse e individuare buone pratiche organizzative da diffondere negli uffici giudiziari del territorio.

ATTIVITÀ

Attraverso questionari, analisi di fatto e interviste con gli stakeholders, sono state elaborate analisi in grado di rappresentare, gli ambiti e le caratteristiche degli interventi accompagnati da evidenze sui risultati, fornite informazioni per l’individuazione di casi da indagare per rilevare buone pratiche e infine indicate linee guida per favorire i percorsi di miglioramento delle performance negli uffici. A partire da settembre di quest’anno sono partiti invece approfondimenti e indagini per valutazioni di impatto insieme ad attività di analisi dei progetti operativi regionali concordati con gli uffici, degli stati di avanzamento, dei report di risultato dei cantieri e dei progetti con check-up sui singoli uffici per ogni progetto realizzato.

RISULTATI

Il primo risultato del progetto è l’uscita del Rapporto di monitoraggio sull’avanzamento del progetto interregionale/transnazionale «Diffusione di Best Practices negli Uffici giudiziari italiani contenente i dati e commenti delle rilevazioni aggiornate. Le informazioni e le analisi riguardano le quattro regioni obiettivo convergenza – Roc (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia) e in chiave comparativa il complesso degli interventi nelle altre regioni italiane. Alla data del monitoraggio, gli uffici giudiziari coinvolti nel progetto sono 183, di cui 86 pari al 47% del totale, nelle sole regioni obiettivo convergenza. Sono previsti aggiornamenti periodici del rapporto, in linea con gli stati di avanzamento dei progetti degli uffici giudiziari. L’altra novità è quella della banca dati degli uffici giudiziari aderenti al progetto che consente ricerche e selezioni per regione, tipo di ufficio giudiziario e stato del progetto. Dei 183 uffici giudiziari partecipanti, 49 hanno già concluso l’attività, 83 devono attivare i cantieri di lavoro e i restanti 51 sono in fase di intervento di analisi e riorganizzazione. La fotografia scattata dalla banca dati ci dice che i più veloci a concludere sono stati gli uffici delle regioni Friuli, Piemonte ed Emilia Romagna con una parte significativa della Lombardia e della Puglia. Il più alto tasso di adesione al Best Practice va invece alla Sicilia con 33 uffici coinvolti, in fondo alla classifica delle adesioni finiscono invece Veneto, Valle D’Aosta, Toscana, Molise con tre uffici a testa e Liguria e Marche fermi a due uffici per regione. Ma sorprendentemente si scende ancora e proprio nel Lazio con la solitaria partecipazione della sola Corte d’Appello di Roma e in Basilicata dove ha aderito solo il tribunale di Potenza.

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