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Balzo delle Borse europee: Milano +2,7%

di Monica D'Ascenzo

Il declassamento delle banche francesi da parte di Moody's non ha fermato le Borse europee, che ieri, con uno sprint sul finale, sono riuscite a chiudere la seconda seduta consecutiva in rialzo. L'attesa era tutta per la video conferenza in serata tra il premier greco George Papandreou, il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il mercato ha voluto scommettere su un esito positivo del confronto, anche in vista del prossimo lancio degli eurobond. Tanto che l'euro, dopo un calo seguito al downgrade degli istituti francesi, ha ripreso quota e si è mosso sopra la soglia di 1,36 contro il dollaro. La stessa Moody's peraltro dovrebbe rendere nota entro il weekend l'attesissima decisione sul rating italiano dopo che l'agenzia newyorchese ha messo sotto revisione «per un possibile downgrade» il suo giudizio sul Paese.

Sui mercati azionari non è, comunque, mancata la volatilità ma le borse europee hanno saputo trovare la via del rialzo ignorando le chiusure in calo delle piazze asiatiche (Tokyo -1,14%). Wall Street è riuscita ad ignorare dati macroeconomici negativi e ha chiuso con l'indice S&P in positivo dell'1,35 per cento. In Europa è stata particolarmente brillante la performance di Francoforte (+3,36%), con il listino Dax trascinato dall'automotive e dall'energia. Miglior titolo della seduta è stato, per altro, proprio quello di Deutsche Börse con un balzo del 7 per cento. Segno positivo anche per le altre maggiori piazze del continente: Londra +1,02%, Madrid +2,7% e soprattutto Parigi, che ha strappato un +1,87% esorcizzando le flessioni del comparto bancario.

Il taglio del rating per alcune banche francesi era nell'aria. A penalizzare gli istituti d'Oltralpe è soprattutto l'esposizione in Grecia, non solo sui titoli sovrani ma anche attraverso controllate nel Paese. Così ieri la scure di Moody's è caduta su Société Génerale e Crédit Agricole, ma il mercato ha tenuto nonostante i titoli del comparto bancario perdessero tra il 5 e il 7% subito dopo la notizia. In chiusura, invece, SocGen ha archiviato la seduta in flessione del 2,88%, l'Agricole ha addirittura spuntato un +1,22 per cento. Il giudizio sul debito a lungo termine di SocGen è stato abbassato a "Aa3" da "Aa2", con outlook negativo. A pesare sul giudizio sono le crescenti «preoccupazioni sulle strutturali difficoltà dei profili di funding e liquidità», spiega la società di rating cui la banca risponde in una nota sottolineando come «ha dimostrato la sua capacità di gestire con successo la situazione attuale e ha adottato le misure adeguate per sostenere il suo profilo finanziamento».

Per l'Agricole, invece, il fattore Grecia è stato determinante nella revisione del rating a "Aa2" da "Aa1". Se è vero, infatti, che l'esposizione ai titoli ellenici dell'Agricole è di solo 329 milioni, contro 1,4 miliardi di SocGen, resta il fatto che il gruppo ha un'esposizione indiretta di 24,9 miliardi in virtù della quota di maggioranza che detiene nella greca Emporiki Bank.

La conferma del rating per Bnp Paribas ad "Aa2" non ha invece salvato il titolo dal guadagnarsi ieri la maglia nera della seduta con una flessione del 3,93 per cento (si veda articolo in pagina).

In giornata si è allentata la tensione anche sui titoli di Stato italiani, con lo spread tra Btp e Bund tedesco a 10 anni tornato a 377 punti, dopo che in avvio di seduta si era avvicinato alla soglia dei 400 punti. Il merito è tutto della Bce, che ieri è tornata ad acquistare titoli di Stato italiani e spagnoli. L'effetto si è visto anche sui mercati azionari con il Ftse Mib che ha segnato un progresso del 2,69%, tornando sopra quota 14mila punti. Fra gli industriali ha recuperato terreno anche il gruppo Fiat: in una seduta molto tonica per il settore dell'auto in Europa, il titolo della società è salito del 7,31%, la controllante Exor del 6,50%, Fiat Industrial del 6,12 per cento.

Boccata di ossigeno, infine, anche per i bancari italiani con il Banco Popolare in progresso del 5,12% e Intesa Sanpaolo del 3,14%, mentre in controtendenza UniCredit ha ceduto l'1,90% finale su un report di Credit Suisse che ipotizza un aumento di capitale per l'istituto di Piazza Cordusio in caso di default della Grecia.

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