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Balzo degli utili per Banca Intesa +64% nel trimestre Meno sofferenze

 Nonostante la fotografia dell’Istat sul Pil, Banca Intesa avvista segnali di ripresa dell’economia, tangibili nel rallentamento dei nuovi crediti deteriorati (-24% rispetto ad un anno fa) e nel recupero della domanda di mutui e prestiti da parte delle famiglie. «Vediamo un miglioramento dell’economia reale », un 2014 ancora di transizione ma con un cambiamento di segno: è questo il messaggio confortante con cui l’ad di Intesa Carlo Messina ha commentato i risultati della banca nel primo trimestre (diffusi in una giornata davvero “no” per le banche quotate: Intesa ha perso il 6,22%).

La banca ha registrato un rialzo dell’utile netto – il miglior risultato da otto trimestri – a 503 milioni (+64,4% rispetto ad un anno fa), con una buona “qualità” dei ricavi
(4,1 miliardi, più 4,5% rispetto al 2013) e coefficienti patrimoniali eccellenti (il common equity proforma, inclusi i dividenti già maturati di 250 milioni, è del 12,6%), tanto che Messina ha parlato di Intesa come «una delle banche più solide nel mondo».
A proposito di Intesa, da segnalare le parole del presidente del cds della banca, Giovanni Bazoli a proposito dell’indagine che lo riguarda in quanto presidente dell’Associazione Banca Lombarda e Piemontese (legata a Ubi). «Ho sempre rispettato e difeso la magistratura ha detto – e per coerenza devo quindi rispettarla anche nel momento in cui vengo interessato da un provvedimento che mi sorprende profondamente, avendo io sempre testimoniato nella mia vita e nei miei comportamenti una totale e leale osservanza delle regole e delle leggi ». L’Adusbef invece ne chiede le dimissioni. Tornando ai conti, Messina ha sottolineato che gli attuali «risultati positivi» della banca fanno ben sperare per l’intero 2014. Anche sui dividendi: confermato l’obiettivo di un miliardo per quest’anno, mentre nell’arco del piano ci sono i 10 miliardi di dividendi fino al 2017. Un piano generoso ma per cui Messina non vede ostacoli, da parte delle autorità di vigilanza: «Non vedo nessun problema», ha detto, ricordando l’alto livello di patrimonializzazione della banca. Messina ha spiegato che Intesa ha circa 9 miliardi di capitale in eccesso e 12 miliardi di buffer di capitale per l’esercizio di Asset quality review: «Vogliamo uscire vincenti dall’Aqr ». A partire dal 2016-2017 potrebbe anche essere distribuito il capitale in eccesso che non serva alla crescita (Messina ha sottolineato che ora è venuto il momento di far crescere i ricavi). Bene anche il cost/ income, un rapporto che mette la banca ai vertici delle classifiche europee mentre il margine di interesse è cresciuto del 4,1% e le commissioni nette sono aumentate dell’8,3%. In forte frenata invece il risultato dell’attività di negoziazione (151 milioni, contro 454). Sulla vendita della banca ucraina, «aspettiamo l’autorizzazione della Banca centrale», ha detto, mentre si sta «procedendo verso la chiusura della transazione» relativa alla creazione della newco con Unicredit e Kkr sui crediti in ristrutturazione.
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