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B. venete oggi da Padoan

Oggi vertice d’urgenza a Roma sulla situazione delle due banche venete, la Popolare di Vicenza e Veneto Banca. dopo la fumata ieri da Bruxelles. All’incontro parteciperà anche il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan. Intorno al tavolo ci saranno sia gli stati maggiori dei due istituti: non solo gli ad Fabrizio Viola (Banca popolare di Vicenza) e Cristiano Carrus Veneto banca), ma anche Gianni Mion col vice Salvatore Bragantini e Massimo Lanza.

La riunione di oggi arriva dopo l’incontro di ieri pomeriggio a Bruxelles nella sede dell’Antitrust europeo tra i due amministratori delegati e i funzionari della direzione generale concorrenza della commissione per discutere il piano di salvataggio delle due banche venete. L’incontro si è concluso in maniera negativa. La Commissione non ha modificato le sue posizioni e pretende un miliardo di capitale aggiuntivo dai privati per i due istituti per dare il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale di Stato. Una richiesta legata a una nuova e penalizzante valutazione del portafoglio crediti, già peraltro fortemente svalutato nel bilancio del 2016.

La fumata nera rappresenta un durissimo colpo per le possibilità di salvataggio delle due banche.

Il negoziato è lontano dal trovare una soluzione. Da un lato le banche puntano a una ricapitalizzazione precauzionale che potrebbe arrivare fino a 6,4 miliardi, con l’ingresso dello Stato, dall’altro dall’Europa filtra la richiesta di trovare anche nuovi capitali privati.

Il tesoro è dunque chiamato a giocare le ultime carte per evitare un impasse che rischia seriamente di portare almeno uno dei due istituti verso il bail-in anche se le carte in mano alla politica non sembrano particolarmente vincenti così come è altamente improbabile che Atlante e Fondo Interbancario intervengano per garantire le risorse necessarie. Ma c’è di più, il salvataggio della Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca passa dal piano di fusione, modello che diventa impraticabile in caso di sacrificio di una delle due banche. «Chi lo dice che ci vuole un miliardo? Io partirei dal presupposto che su queste banche i privati hanno già perso, o stanno perdendo, dei soldi; a questo punto bisogna garantire la possibilità di metterle in sicurezza attraverso un intervento pubblico che ormai è in costruzione da dicembre dell’anno scorso. Credo sia il caso di accelerare e di farsi rispettare anche in ambito europeo», aveva detto il ceo di Intesa Sanpaolo , Carlo Messina, ieri mattina a margine dell’assemblea di Confindustria. Ma evidentemente l’Europa la vede diversamente.

Il caso delle due banche venete è diventato politico. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, «sta mollando» Popolare di Vicenza e Veneto Banca», è la convinzione del sottosegretario all’economi, Pier Paolo Baretta, secondo cui «non c’è altra spiegazione visti i toni da crociata inutilmente polemici verso il governo e l’invito ai privati di disinteressarsi del futuro delle due banche».

«Che non fosse facile lo si sapeva, nonostante ciò il governo, prima tramite Atlante, poi coprendo le garanzie sulle emissioni, oggi essendo pronti a entrare nel capitale, ha fatto e sta facendo la sua parte. Le difficoltà vanno affrontate e non si lascia la barca se fa acqua. Certamente non è da veneti», ha detto Baretta parlando della situazione dei due istituti.

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