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B.P.Sondrio cartolarizza sofferenze per quasi 1 mld

La Banca Popolare di Sondrio ha concluso l’operazione di cartolarizzazione di sofferenze denominata «Diana» in linea con quanto previsto dalla strategia di derisking e di miglioramento della qualità degli attivi. In particolare è stato ceduto, con effetto economico dal 1° aprile 2019, un portafoglio di sofferenze del valore lordo pari a 999,7 milioni di euro (composto da crediti secured per il 74%) al veicolo di cartolarizzazione denominato «Diana» costituito ex legge 130/99, che ha emesso a sua volta tre tranches di notes Abs per complessivi 274 milioni (27,4% del valore lordo dei crediti ceduti). Tutte le notes sono state sottoscritte da Banca Popolare di Sondrio al closing. I titoli senior saranno trattenuti dalla banca. Per gli stessi, è in corso di attivazione il processo per la richiesta della garanzia statale Gacs. Per ottenere il deconsolidamento dei crediti ceduti, secondo quanto previsto dalla normativa di settore applicabile, il 95% delle tranche mezzanine e junior verrà collocato presso investitori istituzionali. Al termine di tale processo, in corso, la banca potrà conseguire la derecognition del portafoglio di sofferenze cedute. A seguito del deconsolidamento contabile del portafoglio, l’Npe ratio lordo proforma della banca, al 31 marzo 2020 pari al 12,3%, è stimato pari al 9.5%, in riduzione di 2,8 punti percentuali.

L’operazione è stata strutturata da Banca Popolare di Sondrio con il supporto di Banca Imi (Gruppo Intesa Sanpaolo) e Société Générale che hanno agito in qualità di arranger e placement agent. Prelios Credit Servicing è stata nominata servicer del portafoglio cartolarizzato e, nell’ambito di tale ruolo, il Gruppo Prelios sarà responsabile delle attività di master e special servicing dei crediti ceduti. All’operazione hanno partecipato come consulenti legali gli studi Chiomenti e Rccd, rispettivamente per gli arranger e per la Banca. Kpmg Advisory ha agito in qualità di advisor industriale della banca. Hanno collaborato all’operazione anche Bank of New York Mellon e Securitisation Services come agenti del veicolo di cartolarizzazione.

Questa cessione costituisce parte integrante della più ampia strategia di derisking definita dalla banca che prevederà pure una seconda cessione sempre di crediti a sofferenza entro l’anno, resa possibile dagli importanti buffer di capitale di cui la banca dispone (ca. 580 bps sul total capital ratio, come emerge dall’esercizio di trasparenza condotto dalla European Banking Authority) senza sacrificare sviluppo del business e sostegno ai territori. «Siamo particolarmente soddisfatti per il conseguimento del risultato e soprattutto per come l’abbiamo ottenuto», ha dichiarato il consigliere delegato Mario Alberto Pedranzini. «Abbiamo mantenenuto fede alle nostre promesse e a quanto avevamo, a tempo debito, indicato ad analisti, mercato e autorità». «L’impatto della cessione è ampiamente gestibile», ha aggiunto, «e consente alla banca di continuare nella sua traiettoria di crescita, preservando la redditività e, parimenti, la capacità patrimoniale attuale e prospettica che ci consentirà di proseguire ulteriormente nel processo di derisking, come da piano strategico Npl presentato al supervisore europeo. Grazie alla capacità operativa in termini di personale, risorse e competenze, abbiamo portato a conclusione, pur in un momento di grande complessità e incertezza, una cessione significativa, di fatto rafforzando l’ambizioso obiettivo di riduzione del deteriorato già nel corso del 2020»

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