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B.Carige, inizia l’era Modiano

Nella sfida tra Malacalza Investimenti e Raffaele Mincione per il controllo di Banca Carige ha vinto Malacalza. E alla presidenza è stato eletto Pietro Modiano, attuale presidente della Sea, società che gestisce il sistema aeroportuale di Milano. Al termine di oltre sei ore di attacchi e repliche tra i rappresentanti della famiglia Malacalza e quelli di Raffaele Mincione, l’assemblea dei soci di Banca Carige si è conclusa ieri con la vittoria della lista di Malacalza Investimenti, primo azionista al 27,5%. Ha ottenuto la maggioranza dei voti e potrà esprimere sette consiglieri all’interno del board su un totale di 11 amministratori.Nel cda della banca della Lanterna siederanno per la formazione Malacalza: Pietro Modiano (nuovo presidente), Lucrezia Reichlin (vice-presidente), Fabio Innocenzi (indicato come a.d.), Stefano Lunardi, Salvatore Bragantini, Lucia Calvosa e Francesca Balzani. Per la compagine di Mincione siederanno tre amministratori tra cui lo stesso Mincione, Bruno Pavesi e Luisa Pasotti.

Assogestioni esprimerà invece un consigliere, nella persona di Giulio Gallazzi.

La famiglia Malacalza non ha nascosto l’entusiasmo. «Siamo felici dell’esito», hanno detto i fratelli Mattia e Davide. Se sarà necessario un nuovo aumento di capitale? «Faremo la nostra parte», ha detto Davide a chi gli chiedeva come si sarebbe comportata la famiglia di industriali di fronte a un’eventuale necessità di ricapitalizzare. «È un po’ presto per parlarne», ha aggiunto Mattia, a.d. della cassaforte di famiglia assicurando che «continueremo a fare il massimo delle nostre possibilità».

Anche Modiano ha dato la sua lettura della situazione. «Contiamo sul sostegno dell’azionista di riferimento che non è mai mancato», ha spiegato. «I tempi» chiesti dalla Bce per la presentazione di un nuovo piano «sono ragionevoli. Non arriviamo qui improvvisando. Sappiamo esattamente quello che c’è da fare». Un piano entro il 30 novembre «è quello che chiedono e questo è quello che noi faremo», ha aggiunto. «A Genova non si può più sbagliare. L’impegno mio è di non fare più errori, si inizia una nuova fase» per B. Carige, «si volta pagina, si va verso una gestione serena, coesa e stabile che in un tempo ragionevole ridia a questa banca il rango e il ruolo che tradizionalmente ha avuto non solo a Genova, ma nel sistema bancario italiano. Vogliamo ridare orgoglio alle persone che lavorano in banca», ha detto aggiungendo che già oggi potrebbe esserci il nuovo cda.

Paolo Fiorentino, a.d. uscente, non siederà nel nuovo consiglio di amministrazione. «È un cda composto da alcuni professionisti di altissimo livello. Sono certo che faranno un ottimo lavoro e sapranno farsi rispettare», ha dichiarato il banchiere.

Intanto, con l’elezione di Pietro Modiano alla presidenza della banca genovese, alla Sea, società che gestisce il sistema aeroportuale milanese, si apre ufficialmente il cantiere della governance con la ricerca di una figura operativa che guiderà la società aeroportuale, secondo quanto ha annunciato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Palazzo Marino è il primo socio del gestore aeroportuale con una quota del 54,81%.

La decisione di procedere con l’individuazione di una figura operativa sarebbe legata al fatto che Modiano dovrebbe continuare a mantenere la carica di presidente fino all’approvazione del prossimo bilancio, a primavera, anche ora che è stato eletto alla presidenza di B. Carige. È ovvio che con il nuovo incarico, Modiano ha adesso meno tempo da dedicare alla Sea e per questo si sta cercando un profilo operativo che possa affiancarlo nei processi decisionali societari. Attualmente il sistema di governance della società aeroportuale prevede che i direttori dei vari settori di business riportino direttamente al presidente che però non ha deleghe ma allo stesso tempo ha poteri di approvazione. Un amministratore delegato o un direttore generale permetterebbe al presidente di delegare parte del suo lavoro. Se si optasse per una scelta interna per la nomina di un amministratore delegato o di un direttore generale, i nomi in corsa sarebbero quattro: l’attuale coo, Giulio De Metrio, il chief corporate officer, Luciano Carbone, il cfo Patrizia Savi e il vicepresidente Armando Brunini.

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