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Aznar «pilota» Cerberus sugli Npl di Mps

La famiglia Aznar allarga i suoi interessi sull’Italia. E l’obiettivo sarebbe il mercato degli Npl (cioè i non performing loan, i crediti in sofferenza e incagliati) nazionali, un business sempre più ghiotto per i grandi fondi internazionali che puntano a comprarli a sconto dalle banche nazionali.
Secondo indiscrezioni , José María Aznar Botella e suo padre, l’ex-premier José María Aznar, avrebbero fatto la scorsa settimana una serie di visite nelle maggiori banche italiane. Un incontro, secondo i rumors, ci sarebbe stato pure a Mps, uno degli istituti italiani con i maggiori volumi di sofferenze. Non è un caso che gli Aznar siano in Italia a trattare eventuali acquisti di non performin loan. Da qualche tempo, dal 2012, il figlio dell’ex-premier, José María Aznar Botella, lavora infatti per il fondo statunitense Cerberus, uno dei maggiori gruppi finanziari al mondo.
Del resto, proprio l’Italia continua ad essere terreno fertile per operazioni di grandi fondi nel settore degli Npl: non soltanto Cerberus, ma anche Fortress e Blackstone. Il tema assume un rilievo maggiore sei si pensa che proprio in queste ultime settimane è allo studio del governo una bad bank per i crediti dubbi delle banche, sul modello di quanto già fatto proprio in Spagna per le sofferenze del settore immobiliare: una soluzione a livello nazionale a un problema che affligge da tempo gli istituti di credito italiani.
Negli ultimi tempi le maggiori transazioni con i fondi internazionali sono state tuttavia concluse su pacchetti di non performing loan scelti con accuratezza dalle banche, in quanto crediti sui quali gli istituti avevano già effettuato pesanti svalutazioni. Il vero problema restano invece i crediti non svalutati dalle banche e sulle quali potenzialmente potrebbero essere accusate le maggiori perdite.
I grandi fondi come Cerberus, consci che la tempistica in questo genere di operazioni è cruciale, si starebbero quindi facendo avanti per cogliere le migliori opportunità di investimento. Per fare un esempio negli ultimi mesi non sarebbero stati soltanto Cerberus, Blackstone o Fortress a muoversi. I grandi investitori, soprattutto quelli americani, si starebbero muovendo anche per aree di provenienza dei crediti in sofferenza.
Uno dei filoni, ad esempio, è quello dello shipping. I non performing loan e i finanziamenti in sofferenza o incagliati in questo settore sarebbero entrati nel radar di grandi gruppi finanziari come Davidson Kempner Capital Management e Mariner Investment Group. È il caso di notare che proprio i presti allo shipping sono principalmente in mano a tre grandi banche italiane: cioè Intesa Sanpaolo, Unicredit e Montepaschi. Insomma, una mossa ulteriore di avvicinamento all’Italia che potrebbe creare grande fermento sul mercato italiano degli Npl nei prossimi mesi.

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