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Azioni gratuite per le nuove «start up» nel decreto sviluppo

Con una grande attenzione alla diffusione di Internet per i rapporti con la pubblica amministrazione, a nuovi fondi per la banda larga, e a condizioni sempre più favorevoli per le start up (aziende innovative, ndr) dovrebbe arrivare finalmente al consiglio dei ministri di giovedì il decretone per la crescita ormai lievitato a circa 200 pagine. Tra le novità, come ha anticipato il ministro Corrado Passera l’altra sera a Che tempo che fa di Fabio Fazio, l’obbligo a partire dal primo di gennaio per le amministrazioni di rilasciare carte di identità unificate alla tessera sanitaria, ambedue in formato «carta di credito». La copertura è stata trovata e il rilascio sarà gratuito. Il dipendenti delle start up potranno essere pagati anche con un particolare tipo di stock option (a esenzione fiscale) per abbassare il costo del lavoro e legare il futuro della nascente impresa al loro impegno e alla condivisione del progetto.
Le imprese e i professionisti saranno altresì obbligati, sempre a partire dall’inizio dell’anno prossimo, a munirsi della cosiddetta Pec (acronimo per posta elettronica certificata) mediante il quale potranno dialogare con la pubblica amministrazione. L’Inps ha fatto da apripista e tutto sembra funzionare. Tutto digitale anche per il mondo della sanità: dalle ricette mediche alle cartelle cliniche le Regioni e le Provincie autonome hanno sei mesi di tempo per adeguarsi. Diventa legge anche una norma che ha fatto molto discutere: l’introduzione del «patto di famiglia» sul modello tedesco per garantire la successione in azienda e dare al parente più bravo e non al più diretto la chance di guidare l’impresa. Se i parenti esclusi non sono d’accordo saranno liquidati in base a una valutazione terza.
Altre novità significative riguardano la proroga di un anno per la gara di concessione della miniera del Sulcis in Sardegna e la possibilità, per gli operatori telefonici, di fare quello che vogliono per installare nelle parti comuni degli edifici i cavi per la banda ultra larga in fibra ottica. Confermate tutte quelle agevolazioni per semplificare la vita delle imprese chieste a gran voce da tutte la associazioni datoriali. Si va dalle norme per semplificare l’avvio di un’ azienda, come lo sportello unico in tema ambientale, a quelle che servono per snellire l’attività ordinaria, la semplificazione della documentazione relativa all’export di beni o quella della documentazione a carico delle cooperative. Tramite la Pec, di cui sopra, sarà tutto online: la gestione del personale, l’avvio del rapporto di lavoro, l’infortunistica. Per le piccole e medie aziende con più di 50 dipendenti è previsto l’utilizzo del trattamento di fine rapporto inoptato come forma di liquidità aggiuntiva. La digitalizzazione riguarda inoltre tutta una serie di settori, a partire dall’istruzione, con l’arrivo di tablet ed ebook nelle classi e il collegamento online delle piccole scuole con gli istituti più grandi. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha commentato positivamente l’impianto del decreto – «di visioni condivisibili ce ne sono parecchie» – ma poi ha ricordato che «al momento di mettere mano ai decreti attuativi si scopre che non si possono fare perché mancano i fondi».

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