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Azioni Fiat, tutto esaurito La Jeep spinge le vendite

Tutto esaurito per il doppio collocamento che porta nelle casse di Fiat Chrysler Automobiles l’equivalente di 3,1 miliardi di euro. Piazza Affari lo dava per acquisito. Idem Wall Street. L’attesa così la riempiono i dati del mercato continentale dell’auto. Sono numeri in chiaroscuro, per il settore: novembre conferma la mini-ripresa, ma il +1,2% delle nazioni Ue-Efta indica un rallentamento e riaccende un campanello sulle effettive capacità di crescita del circuito euro: sono i Paesi della moneta unica quelli in cui le vendite faticano a consolidare la ripresa. 
In questo quadro, e nel giorno in cui al posto di Fiat Group nasce Fca Italy e Chrysler Group diventa Fca Us, la multinazionale guidata da Sergio Marchionne fa meglio della media. Trascinati dai continui record Jeep (stavolta +110,6%), i marchi di casa mettono a segno un aumento del 3,6% e riportano al 5,8% la quota di mercato. Non è sufficiente a pareggiare i dati sul totale degli 11 mesi, che vedono in crescita del 5,5% (a 12 milioni) le immatricolazioni Ue-Efta e solo del 3,2% quelle di Fca (per una quota del 5,9%). Ma il trend è quello. Rafforzato, oltre che dalle performance Jeep, dalla riconfermata leadership di Panda e 500 tra le citycar.
Non basterà ancora a riportare in utile i conti europei. E la Fiom, ieri, ha sottolineato come un dipendente italiano su due — dell’intero gruppo, quindi inclusa Cnh — fosse a inizio anno «interessato da un ammortizzatore sociale». I numeri della «Radiografiat» di Maurizio Landini risalgono però a marzo. Probabilmente andrebbero almeno un po’ ritoccati con l’avvio, nel frattempo, della produzione di Jeep Renegade e 500X a Melfi. Allo stesso modo, il 2015 dovrebbe segnare la ripartenza di Cassino (con l’Alfa Giulia) e in parte già di Mirafiori (Suv Maserati Levante): è anche a questo che servono i 3,1 miliardi incassati da azioni e bond convertendo collocati ieri negli Usa. «Un altro passo — per dirla con Marchionne — per fare di Fca un costruttore globale dotato della capitalizzazione per competere efficacemente con i maggiori costruttori mondiali».

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