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Azioni esecutive à gogo

Il creditore può avvalersi di un’azione esecutiva successiva rispetto ad altra già iniziata: è quanto si legge nella sentenza n. 28614/2013. Secondo i giudici della III sez. civ. della Cassazione «la circostanza che la medesima azione esecutiva sia già stata promossa attraverso il compimento dell’atto processuale che vi dà inizio, non preclude la reiterazione del medesimo atto, né preclude, in funzione di questa, il compimento dei necessari atti prodromici, essendo in facoltà del creditore procedere esecutivamente in tempi successivi anche sul medesimo bene».

Così argomentando hanno quindi rigettato il ricorso mosso da un uomo, debitore doppiamente esecutato, avverso la sentenza di primo grado nella quale, nonostante l’opposizione, veniva dichiarata la legittimità dell’iniziativa esecutiva contestata in quanto avviata in pendenza di altra procedura esecutiva per il rilascio dello stesso immobile.

La sentenza impugnata, spiegano all’uopo gli ermellini, «è corretta» sotto un duplice profilo: in primis, perché ha fatto corretta applicazione del principio di diritto espresso dalla giurisprudenza di legittimità per il quale «la pendenza del procedimento esecutivo non preclude né rende inutile la reiterazione dell’atto processuale che vi dà inizio e, in funzione di questo, il compimento degli atti prodromici necessari al fine di porre al riparo la concreta attuazione della pretesa esecutiva dai possibili insuccessi conseguenti agli eventuali vizi dei precedenti atti, ma determina solo la necessità della riunione dei distinti procedimenti in tal modo instaurati dinnanzi al medesimo ufficio giudiziario ai sensi dell’art. 273 c.p.c.»: ergo è possibile riunire diverse procedure esecutive, intraprese sulla base del medesimo titolo esecutivo da parte del medesimo creditore nei confronti del medesimo debitore sempre che «si tratti di processi esecutivi appartenenti alla medesima tipologia e siano pendenti dinnanzi al medesimo ufficio».

In secundis, perché «ha escluso l’identità di causa petendi e di petitum» tra l’opposizione all’esecuzione per rilascio e quella, qualificata come opposizione agli atti esecutivi, proposta avverso quelli dell’altra procedura.

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