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Azimut, bene l’ utile e cedola a 1,5 euro

Azimut chiude il 2019 con il miglior risultato di sempre, conferma per il momento gli obiettivi per l’anno in corso, compresa la politica di remunerazione dei soci, e si prepara a nuovi investimenti nel futuro prossimo. Il gruppo del risparmio gestito ha infatti realizzato nello scorso esercizio un utile netto pari a 370 milioni di euro, più che triplicato (+203%) rispetto all’anno precedente e superiore anche all’obiettivo di 300 milioni indicato nel piano industriale arrivato a conclusione, e ha proposto un dividendo per azione di 1 euro che va ad aggiungersi agli 0,5 euro già versati in anticipo lo scorso autunno.

Per il presidente e fondatore del gruppo, Pietro Giuliani, si tratta di «numeri di assoluto rilievo» che dimostrano «la solidità del nostro modello di business che trae forza dalla nostra indipendenza e dalla coesione e capacità di tutto il gruppo nel far seguire sempre i fatti alle parole a beneficio dei nostri clienti e dei nostri azionisti». Giuliani ha guardato però soprattutto alle prospettive, quando ha indicato che Azimut «manterrà una certa flessibilità nell’utilizzo della cassa, che sarà rivolta prevalentemente a investimenti e alla crescita futura, continuando a però anche a offrire una politica di remunerazione sostenibile tra dividendi e piani di buyback».

In attesa del nuovo piano industriale 2020-2024, che sarà presentato entro l’estate, il patrimonio complessivo (che a fine 2019 raggiungeva i 59,1 miliardi, il 18% in più rispetto all’obiettivo del vecchio piano fissato a 50 miliardi) si attesta a fine febbraio a quota 58,3 miliardi grazie a una raccolta netta che nei primi due mesi del 2020 è risultata positiva per 934 milioni (362 milioni a febbraio) e ha quindi in parte compensato gli effetti legati al calo subito dai mercati delle ultime settimane. «La raccolta di febbraio – ha osservato a questo proposito Giuliani – ha mantenuto un ritmo positivo nonostante nella parte finale del mese ci sia stato un aumento repentino della volatilità legato alla diffusione del coronavirus che si sta tuttora protraendo».

Il manager ha voluto ricordare come «la consulenza professionale e costante prestata dai nostri consulenti combinata alla vicinanza con i nostri team di gestione rappresenta da sempre le fondamenta della nostra proposta, il cui valore è ancora più evidente nei momenti di turbolenza come quelli attuali». E ha citato come esempio i flussi legati ai prodotti alternativi, che con circa 150 milioni di euro nel mese pesano ormai per quasi il 50% della raccolta netta totale: investimenti in economia reale che vengono inseriti nella revisione dell’asset allocation secondo una corretta ottica di lungo periodo.

Più in generale, ricollegandosi agli effetti determinati dall’emergenza legata alla diffusione dell’epidemia, Giuliani ha sottolineato che «nell’attuale contesto di mercato, caratterizzato da un’ampia volatilità determinata da fattori esogeni non prevedibili, la nostra attenzione è concentrata a supportare i nostri clienti nella gestione dell’emotività e a proseguire, grazie ai risultati ottenuti che ci consentiranno di investire per continuare il nostro percorso di crescita anche grazie alla piattaforma di prodotti alternativi per l’economia reale che il Gruppo sta portando avanti in prima linea».

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