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Aziende «virtuose» certificate

I consulenti del lavoro potranno certificare la regolarità delle imprese in materia di contribuzione e retribuzione. A stabilirlo è il protocollo d’intesa sottoscritto ieri dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Giovannini, con il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone. Obiettivo dell’accordo – si legge nel comunicato rilasciato dalle parti firmatarie – è sviluppare la diffusione della cultura della legalità e la semplificazione degli adempimenti a carico delle aziende.
La nuova asseverazione – denominata Asse.co. e rilasciata dal Consiglio nazionale dell’Ordine su istanza volontaria del datore di lavoro – consentirà di certificare la regolarità rispetto a lavoro minorile, orario di lavoro, contratti collettivi, obblighi contributivi e pagamento della retribuzione relativi al lavoro subordinato e parasubordinato. Sulla carta l’operazione dovrebbe rappresentare un risparmio per tutti: per le aziende regolari, che utilizzeranno meno risorse umane nei controlli, per il ministero, che razionalizzerà le proprie attività, per il sistema, che verrà snellito.
Per i datori di lavoro aderenti all’iniziativa il vantaggio principale arriverà sul fronte dei controlli ispettivi. L’articolo 7 del protocollo stabilisce, infatti, che l’attività di vigilanza, al fine di realizzare un più efficace utilizzo delle risorse disponibili, sarà orientata «in via assolutamente prioritaria nei confronti delle imprese prive dell’Asse.co.», salvo specifica richiesta d’intervento o indagine demandata dall’autorità giudiziaria o da altra autorità amministrativa o in caso di controlli a campione sulla veridicità delle dichiarazioni in base alla disciplina vigente.
Ma c’è di più: l’asseverazione potrà essere utilizzata anche nell’ambito degli appalti privati ai fini della verifica della regolarità delle imprese e il personale ispettivo ne terrà conto in eventuali accertamenti. Una opportunità, quest’ultima, di una certa rilevanza dopo l’introduzione in materia del principio responsabilità solidale delle parti.
Infine, l’Asse.co. potrà essere utilizzata da soggetti terzi, pubblici e privati, «ad ogni fine ritenuto coerente con le finalità perseguite dal presente protocollo e riconducibili al riconoscimento della regolarità dei comportamenti del datore di lavoro in materia di lavoro e legislazione sociale». In quest’ottica, potrà essere, ad esempio, fatta valere per ottenere i pagamenti delle Pa.
Soddisfazione per l’accordo è stata espressa da Enrico Giovannini. «Mi sembra veramente un risultato importante – ha sottolineato il ministro – perché costituisce un passo decisivo nella semplificazione. Si tratta di una collaborazione e una valorizzazione utile per tutti».
Per i consulenti l’accordo si profila anche come un’impegnativa assunzione di responsabilità: i professionisti che rilasceranno dichiarazioni non veritiere si esporranno a responsabilità penali e al rischio di radiazione dall’albo professionale. «Questo protocollo – sottolinea la presidente Marina Calderone – rappresenta un riconoscimento al ruolo di professionalità dei consulenti del lavoro, e più in generale del sistema ordinistico, che può servire a far crescere il Paese. L’accordo ci offre il ruolo di notai del rapporto di lavoro con assunzioni di responsabilità e per questo faremo un’attività di formazione specifica sul processo di certificazione».

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