Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Aziende e professionisti uniti: subito lo stop ai versamenti

Un piano Marshall fiscale in 22 punti che Confindustria e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec) sottopongono al Governo per intervenire da subito contro l’emergenza economica che sta producendo il coronavirus in Italia.

Si va dalla richiesta di sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari, contributivi e assistenziali e relativi all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni a quella di congelare le scadenze per le cartelle di pagamento relative sia a entrate tributarie che non tributarie e degli avvisi di accertamento esecutivi.

Ma non solo. Proprio in considerazione della gravità della situazione (per la quale viene proposta «una linea di intervento uniforme per tutto il territorio nazionale almeno fino alla dichiarazione di “fine emergenza”»), Confindustria e commercialisti chiedono espressamente di sterilizzare alcune delle misure che sono state introdotte nell’ambito della manovra 2020 e che sono state foriere – già in fase di discussione – di preoccupazioni e critiche da parte degli operatori. È il caso della sterilizzazione degli effetti dell’obbligo di versamento delle ritenute nei contratti di appalto e subappalto e della stretta sulle compensazioni, che da quest’anno obbliga ad attendere la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap prima di utilizzare in compensazione i crediti superiori a 5mila euro. Misure nate con una dichiarata finalità antievasione (e a cui Governo e Parlamento hanno collegato aspettative importanti di recupero di gettito) ma che ora rischiano di sembrare del tutto anacronistiche nel nuovo scenario che si è venuto a determinare. Così come il documento congiunto chiede di «sospendere, per il periodo d’imposta 2020 (e 2019, per la maggiorazione Ires), la plastic tax, la sugar tax e la maggiorazione Ires sui concessionari autostradali, aeroportuali, portuali e ferroviari».

Misure che chiamano in causa la capacità del Governo di trovare coperture. A queste però se ne affiancano altre strettamente collegate con la stagione dei bilanci che sta per entrare nel vivo.Confindustria e Cndcec chiedono al Governo di prevedere la possibilità per tutte le società di rinviare l’approvazione del bilancio entro il termine di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale (o entro un termine più ampio) anche senza che lo preveda lo statuto e senza la necessità di motivare il verificarsi delle particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto della società. Con un conseguente rinvio della nomina dell’organo di controllo o del revisore.

Strettamente connessa anche la necessità di un intervento per sospendere l’obbligo di ricostituzione del capitale sociale e per la rimozione della causa di scioglimento delle società per perdite, estendendo a tutte le società la disciplina prevista per le start-up. Il documento chiede poi la sospensione di tutti i termini delle procedure concorsuali ed esecutive in corso.

È chiaro che, però, le preoccupazioni di imprese e professionisti guardano alle imminenti scadenze tributarie e degli atti della riscossione. Anche per questo si chiede di sospendere, tra l’altro, le scadenze delle rate della pace fiscale e di fare chiarezza sulla sospensione di tutti i termini processuali tributari e di quelli di impugnazione di atti e sentenze, e di rinviare d’ufficio le udienze già fissate nonché una moratoria nella fissazione di nuove udienze per i processi tributari (sul punto si ricordano le criticità sollevate dal Sole 24 Ore ieri). E tra i 22 punti c’è pure la sospensione del termine per i contraddittori presso gli uffici delle Entrate nell’accertamento con adesione e la conseguente sospensione del termine per proporre ricorso (si veda l’articolo a lato).

Intanto, proprio ieri l’Agenzia ha reso noto che per ridurre il rischio contagio gli uffici provinciali e territoriali saranno aperti solo per «consegnare documenti e richiedere servizi per la successiva lavorazione in back-office». Mentre resteranno attivi tutti i canali telematici dalle Pec (per presentare istanze e documenti) ai canali come Civis, le mail ordinarie e il telefono.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Quasi due milioni di lavoratori autonomi hanno fatto domanda per avere l’indennità di 6...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Destano forti preoccupazioni gli effetti economico-finanziari causati dai provvedimenti conseguenti ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Proroga di un anno per il Codice della crisi. Probabilmente già con un emendamento da inserire in s...

Oggi sulla stampa