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Aziende, l’indirizzo Pec è valido solo se esclusivo

Ogni azienda deve iscrivere nel registro delle imprese un indirizzo Pec unico e esclusivo. Pertanto, se un indirizzo Pec è utilizzato nell’iscrizione del registro delle imprese da parte di un’altra impresa lo stesso determina la cancellazione dell’iscrizione con applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 2630 (per le società) e 2194 per le imprese individuali) del codice civile. Questi principi che sono contenuti nella circolare 77684 del 9 maggio 2014 del ministero dello Sviluppo economico e nei relativi allegati, cerca di porre definitivamente fine alle problematiche sorte nel corso del 2013 e esclude in modo inequivocabile che il professionista possa assumere un’unica Pec per iscrivere al registro delle imprese più soggetti diversi.
Nel documento di prassi il ministero, fornendo delle istruzioni alle Camere di commercio, affronta diversi casi pratici e indica in modo chiaro quale sia il valore delle Pec, quali siano le dirette competenze degli uffici periferici e quali siano le conseguenze per le singole imprese.
La Pec, come è noto a partire dal 30 giugno del 2013, è divenuta ormai obbligatoria per tutte le imprese, per i professionisti e per le pubbliche amministrazioni. L’indirizzo di Pec deve essere obbligatoriamente iscritto nel registro delle imprese e ha carattere di ufficialità nel rapporto con terzi. Tale indirizzo confluisce in modo automatico nell’Indice nazionale degli indirizzi Pec (Ini-Pec) e diviene il sistema di collegamento preferenziale o esclusivo della Pubblica amministrazione. Attenzione che l’Ini-Pec è un elenco pubblico aperto a tutti contenente, appunto, gli indirizzi di posta elettronica certificata al fine di presentare istanze, dichiarazione e dati nonché per lo scambio di informazioni e documenti. Lo strumento dell’Ini-Pec, effettivamente è divenuto molto importante anche nei rapporti tra privati. La Pec individuata sullo specifico Indice viene sempre più di frequente utilizzata per comunicare in modo certo tra imprese ed è divenuto lo strumento più rapido e sicuro per trasmettere le fatture per la decorrenza, tra l’altro, degli interessi passivi di cui al Dlgs 231/2002. L’inserimento della Pec al momento della registrazione nel registro delle imprese costituisce un obbligo inderogabile. Da questo punto di vista i commi 6 e 6 bis dell’articolo 16 del Dl 185 del 2008 prevedono per le società che l’ufficio competente per l’iscrizione nel registro delle imprese, allorché la società non abbia comunicato la sua Pec, debba, decorsi inutilmente tre mesi, respingere la domanda di iscrizione; inoltre, l’articolo 5, comma 2 del Dl 179/2012 prevede per le imprese individuali neo-iscritte, l’indicazione dell’indirizzo di Pec va operata all’atto della presentazione della domanda di iscrizione, pena la sospensione della relativa domanda sino alla sua integrazione e decorsi inutilmente quarantacinque giorni dal deposito la domanda decade.
Date queste regole il Mise nella circolare specifica che se un indirizzo Pec è utilizzato da due imprese diverse ovvero l’iscrizione sulla posizione di un’impresa di un indirizzo Pec che non sia proprio, l’ufficio dovrà avviare la procedura di cancellazione dell’impresa previa intimazione alla stessa di sostituire l’indirizzo registrato con un indirizzo proprio. Avviata la procedura l’impresa in caso di mancata sostituzione della Pec subirà due conseguenze la prima costituita dalla cancellazione dal registro delle imprese, la seconda costituita dall’applicazione della sanzione amministrativa, che varia per le imprese individuali da 10,33 a 516,46 euro (articolo 2194 codice civile); per le imprese diverse da quelle individuali da 206 a 2.065 euro (articolo 2630 codice civile).

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